{"id":2561179,"date":"2017-12-01T14:54:13","date_gmt":"2017-12-01T14:54:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/fassarchitettura\/castello-di-hambach-conversione-e-ampliamento\/"},"modified":"2017-12-01T14:54:13","modified_gmt":"2017-12-01T14:54:13","slug":"castello-di-hambach-conversione-e-ampliamento","status":"publish","type":"project","link":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/fassarchitettura\/castello-di-hambach-conversione-e-ampliamento\/","title":{"rendered":"Castello di Hambach \u2013 Conversione e Ampliamento"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scenario del cosiddetto &#8220;Festival Nazionale Tedesco&#8221;, il Castello di Hambach \u00e8 un&#8217;eccezionale testimonianza della storia tedesca ed europea. 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Da quando, nel 1832, tra le sue rovine ebbe luogo il &#8220;Festival di Hambach&#8221;, il castello \u00e8 ancora oggi considerato la culla della democrazia tedesca.<\/p>\n","project_credits":{"free_text":"","client":"<p>Hambach Castle Foundation, represented by Landesbetrieb LBB Landau<\/p>\n","collaborators":"<p>Simone Boldrin, Gesine Gummi, Britta Fritze, Maike Schrader, Jochen Soydan (with TDB landscape architects), Julia Lapsin, Handan \u00d6zdemir, Kilian Teckemeier, Patrick Gr\u00fcndel, Georg Sch\u00f6nborn, Malte Meyer, Thomas Back<\/p>\n","authors":"<p>Max Dudler architects<\/p>\n"},"project_gallery":[579075,579079,579083,579087,579091,579095,579099,579103,579107,579111,579115,579119,579123,579127,579131,579135,579139],"project_technical_drawings":[579143,579147,579151,579155,579159,579163,579167,579171],"extended_report":{"title":"Relazione estesa","text":"<p>Contesto storico<br \/>\nSituato sull&#8217;estremit\u00e0 orientale della Foresta Palatina dominante il paesaggio agrario della Fossa Renana, vicino ai siti di importanza culturale di Speyer e Worms, il Castello di Hambach \u00e8 diventato un luogo nel quale la storia della democrazia \u00e8 pi\u00f9 che viva. Fungendo da sfondo alla cosiddetta &#8220;Festa Nazionale dei Tedeschi&#8221; il Castello di Hambach \u00e8 un testimone unico sia della storia tedesca, sia di quella europea. Per via della Festa di Hambach che ebbe luogo sulle rovine nel 1832, il castello viene considerato la culla della democrazia tedesca. A partire dalla sua costruzione sotto forma di un insediamento collinare romano nel 305 a. C., con il susseguirsi dei secoli \u00e8 stato oggetto di ampie modifiche. Oggigiorno la sua cubatura si presenta molto simile alla struttura originale, ma risale prevalentemente ad un restauro effettuato a met\u00e0 del XIX secolo da August von Voit, responsabile anche della Nuova Pinacoteca e della Residenza di Monaco di Baviera. Parti della facciata del castello, le aperture ogivali sul davanti e a lato della facciata cos\u00ec come altri ampliamenti furono implementati sotto la sua direzione. A causa di problemi finanziari il restauro fu interrotto nel 1846 e la fortezza rimase in uno stato di abbandono per oltre 100 anni.<\/p>\n<p>Restauri precedenti<br \/>\nA seguito di un restauro minore avvenuto negli anni 60 durante il quale furono rinnovate le finestre e il tetto, la prima ristrutturazione significativa del XX secolo fu intrapresa negli anni 80 da Horst R\u00f6mer che, in occasione del 150\u00b0 anniversario della Festa di Hambach, present\u00f2 al pubblico un castello restaurato. Il linguaggio architettonico di R\u00f6mer si concentr\u00f2, tuttavia, su una concezione piuttosto storicizzante e romanticizzante del &#8220;tipico castello medievale&#8221;. Imitazioni di assito a vista e di dettagli in finto sasso davano l&#8217;impressione di sostenere la struttura, ma in verit\u00e0 fungevano semplicemente da decorazione. Lo stesso vale per il pavimento piastrellato, i lampadari in ferro battuto ed i &#8220;tradizionali&#8221; soffitti con travi di legno presenti nel salone delle feste. Durante gli anni successivi il numero di visitatori diminu\u00ec, il Castello risultava antiquato e l&#8217;apparecchiatura tecnica del salone delle feste non rispondeva ai requisiti del XXI secolo. La necessit\u00e0 di restaurare il castello facendo uso di un linguaggio architettonico adeguato e che allo stesso tempo rispettasse il suo significato storico era evidente.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nRestauro e ampliamento ad opera di Max Dudler<br \/>\nDopo la costituzione della Fondazione del Castello di Hambach nel 2002 furono elaborati dei piani per un&#8217;estesa modernizzazione e ristrutturazione dell&#8217;edificio. Nel 2004 la Fondazione lanci\u00f2 un concorso di architettura con lo scopo di munire il castello di un accesso privo di barriere architettoniche ed effettuare un restauro ponderato del castello. Max Dudler, il vincitore del concorso, insistette affinch\u00e9 tutti gli interventi addizionali al monumento storico incrementassero la struttura esistente invece di soffocarla. Attribu\u00ec molta importanza alla messa in risalto e preservazione della configurazione originale dell&#8217;edificio e alla rimessa in funzione del complesso castellare. Le mura storiche vennero ripulite scrupolosamente, aperte e consolidate, portando alla luce in questo modo elementi di connessione sia spaziale, sia temporale che fino ad allora erano rimasti nascosti. Oggi si pu\u00f2 constatare come i nuovi materiali impiegati \u2013 ad esempio legno di ciliegio, sasso, acciaio e vetro \u2013 si integrino naturalmente nello spazio.<br \/>\nEntrambi i restauri degli anni 60 e anni 80 si concentrarono primariamente sul castello, trascurando di prendere in considerazione l&#8217;intero sito castellare con la sua interazione multistrato tra diverse tipologie di costruzione. La complessit\u00e0 del castello per\u00f2 viene alla luce solo guardando al contesto pi\u00f9 ampio e alle relazioni strettamente correlate tra le varie aree al suo interno: il castello, le mura di cinta e gli edifici secondari sono connessi tra di loro da una rigorosa gerarchia basata sulla funzionalit\u00e0.<\/p>\n<p>1a fase<br \/>\nIl restauro e l&#8217;ampliamento del Castello di Hambach sono stati realizzati attraverso quattro fasi di costruzione. Nel 2005 fu eseguita la prima parte del restauro del castello, dedicata al provvedimento di un accesso alla struttura privo di barriere architettoniche. Durante questo periodo fu ricostruito l&#8217;accesso verticale: furono abbattute le scalinate e fu costruito un ascensore nuovo. La struttura con i materiali originali del castello furono portati alla luce e recuperati. Allo stesso tempo furono rimossi gli elementi storicizzanti risalenti a diverse fasi di restauro precedenti. Questa fase incluse inoltre la (ri-)costruzione di nuovi guardaroba, di impianti sanitari e di un nuovo foyer. Questa fase fu conclusa nei termini previsti per poter svolgere la celebrazione del 175\u00b0 anniversario della Festa di Hambach.<\/p>\n<p>2a fase<br \/>\nLa seconda fase ebbe inizio nel 2007 e si concentr\u00f2 sul restauro dei locali rappresentativi interni, in particolare del grande salone delle feste e di una sala pi\u00f9 piccola chiamata &#8220;Siebenpfeiffer Saal&#8221;. Il salone delle feste \u00e8 considerato l&#8217;ambiente pi\u00f9 rappresentativo all&#8217;interno del castello, come si pu\u00f2 notare anche dalla sua altezza e dalla sua posizione. Uno dei principi seguiti durante il restauro di quest&#8217;ultimo fu quello di preservare e fare rivivere i suoi caratteristici muri in pietra di cava. La forma iniziale del salone fu ristabilita eliminando le aggiunte e i decori che si erano accumulati nel corso degli ultimi decenni. Per mettere in risalto il carattere particolare di questa stanza Max Dudler scelse di installare molteplici minuscoli faretti dentro il soffitto dipinto color antracite, evocando cos\u00ec nell&#8217;osservatore l&#8217;idea di trovarsi sotto un cielo stellato. Sotto a questo riferimento alla scenografia ideata da Karl Friedrich Schinkel per &#8220;Il Flauto Magico&#8221; di Mozart, si cela l&#8217;attrezzatura tecnica della sala che include un impianto luce, audio e di climatizzazione. Tutte le caratteristiche tecniche del castello sono state inserite e celate ordinatamente dentro agli spessi muri. Fu in questa fase che furono rinnovati anche il sistema di ventilazione, il tetto e l&#8217;impianto elettrico.&nbsp;<\/p>\n<p>3a fase<br \/>\nDurante la terza fase di costruzione iniziata nel 2012 fu costruito un nuovo ristorante, dotato di un impianto di aria condizionata. Questa dependance porta avanti visivamente le storiche mura di cinta ed \u00e8 situata prima del castello. L&#8217;architettura del &#8220;Ristorante 1832&#8221; \u2013 che dalla sua terrazza panoramica in sasso offre viste mozzafiato \u2013 si ispira proprio alle mura difensive. Queste mura furono soggette ad una espansione che diede origine ad un edificio dall&#8217;impronta scultorea, la cui la funzione di ristoro va a beneficio dell&#8217;intero complesso.<br \/>\nLe molteplici finestre del ristorante sono costituite da vetrate profondamente incassate nel muro interiore. Si presentano di varie grandezze e sono state distribuite come dipinti lungo tutto il muro del ristorante. In questo modo le finestre creano composizioni visive sofisticate che stabiliscono una forte relazione con lo spettacolare paesaggio che vi si trova al di l\u00e0. Per il Castello di Hambach Max Dudler ha disegnato anche una speciale linea di mobili chiamata Hambach e che include tavoli, sedie, lampade cos\u00ec come ulteriori oggetti di arredamento che sono stati realizzati in cooperazione con l&#8217;azienda &#8220;Deutsche Werkst\u00e4tten Hellerau&#8221;.&nbsp;<br \/>\nIl luminoso e rettilineo ristorante si integra armoniosamente nella struttura esistente del castello, permettendo sia una continuazione visiva delle mura di cinta medievali, sia un&#8217;evoluzione logica della forma strutturale dell&#8217;edificio. Max Dudler ha scelto la locale arenaria gialla per questo nuovo &#8220;muro&#8221;, perch\u00e9 corrisponde al materiale usato nelle facciate e nelle mura storiche del complesso castellare. Grazie alle profonde feritoie presenti nelle finestre l&#8217;arenaria \u00e8 chiaramente visibile dall&#8217;interno sottolineandone la qualit\u00e0 materiale. Il concetto di &#8220;creare un edificio a partire dal muro&#8221; si rispecchia nel complesso edile nel suo insieme, dando cos\u00ec origine a strutture non invadenti e dalle linee pulite che completano l&#8217;edificio principale del castello permettendo ai visitatori una ricezione rispettosa della storia.&nbsp;<\/p>\n<p>4a fase<br \/>\nLa quarta fase di restauro del Castello di Hambach si \u00e8 conclusa nel 2014 con il nuovo edificio d&#8217;ingresso. Situato a nord del castello dalla parte del muro di cortina esterno ospita il ticket shop e l&#8217;ufficio d&#8217;amministrazione. Per via della sua funzione secondaria l&#8217;edificio \u00e8 stato situato deliberatamente in questa posizione, attribuendogli la tipologia caratteristica degli edifici ausiliari. Il suo design riflette la gerarchia degli edifici presenti sul sito castellare che, sovrastato dal castello stesso (l&#8217;oggetto del primo e del secondo stadio di restauro), si espande dal muro di cortina interiore (con il ristorante che fu parte del terzo stadio) fino alle mura esteriori e l&#8217;edificio d&#8217;ingresso (quarto stadio).<\/p>\n<p>L&#8217;ordine tipologico ha definito anche la forma dell&#8217;edificio d&#8217;ingresso. Tratto dall&#8217;archetipica configurazione basilare l&#8217;edificio segue efficacemente la morfologia circolare del sito e sviluppa una geometria apparentemente disassata e spontanea. Questo &#8220;trucco&#8221; rese possibile l&#8217;adattamento del considerevole volume dell&#8217;edificio in relazione alle dimensioni del muro di cortina. Allo stesso tempo la sua speciale geometria \u00e8 diventata un motore della vivacit\u00e0 scultorea del progetto. La facciata e il tetto dell&#8217;edificio indipendente sono stati realizzati con la locale arenaria di Leistadt. L&#8217;accurato dettaglio e l&#8217;astrazione materiale \u2013 l&#8217;arenaria \u00e8 stata tagliata e seghettata in maniera sfalsata \u2013 identificano l&#8217;edificio come oggetto di un intervento contemporaneo.&nbsp;<\/p>\n<p>Facciata e materiale<br \/>\nCome materiale per la facciata si \u00e8 scelto di usare l&#8217;arenaria locale di Leistadt sia per la dependance del ristorante, sia per l&#8217;edificio d&#8217;ingresso. L&#8217;utilizzo di questo materiale crea un senso generale di continuit\u00e0, trattandosi dello stesso sasso che fu usato durante la costruzione delle mura originali. L&#8217;impiego continuativo e coerente di questo tipo di sasso in tutto il complesso del castello viene sottolineato attraverso diverse forme di lavorazione. La facciata della cortina interna \u2013 dentro alla quale si trova il ristorante \u2013 \u00e8 costituita da arenaria murata tagliata a macchina, confluendo in una superficie particolarmente tattile e ruvida che enfatizza il collegamento con la sostanza originale del castello. L&#8217;edificio d&#8217;ingresso consiste di pietra segata, con una finitura scalpellinata a 45\u00b0. Il risultato \u00e8 una facciata dalla superficie fine che riflette giocosamente la luce solare. \u00c8 stata utilizzata una speciale malta di soli 2 mm di spessore che valorizza l&#8217;apparenza quasi impercettibile delle giunture e d\u00e0 all&#8217;edificio un aspetto monolitico e scultoreo. Sia nel ristorante, sia nell&#8217;edificio d&#8217;ingresso la facciata \u00e8 autoportante e murata con pietra da taglio spessa 12 cm. Persino il tetto dell&#8217;edificio d&#8217;ingresso che include un tubo di drenaggio \u00e8 costituito di questi blocchi di sasso massiccio.<\/p>\n<p>Obiettivo generale<br \/>\nIl restauro del Castello di Hambach tramite Max Dudler fu inteso a trovare un linguaggio architettonico adeguato per questo eccezionale sito architettonico ed il significativo momento storico che esso rappresenta. Tenendo in mente i quasi duemila anni di storia dell&#8217;edificio, l&#8217;obiettivo di Max Dudler \u00e8 stato quello di ampliare la struttura storica esistente attraverso interventi discreti. L&#8217;architettura &#8220;rispetta il linguaggio del luogo tramite un&#8217;adeguata risposta architettonica al vocabolario esistente della struttura&#8221;, quindi creando un complesso architettonico bilanciato, ottenuto con uno stile contemporaneo integrato nella tradizione e nella storia.<br \/>\nInoltre il progetto non ha enfatizzato solo l&#8217;edificio stesso del castello, ma ha anche messo in rilievo l&#8217;importanza dell&#8217;interazione con l&#8217;intero complesso, includendo i giardini circostanti, le mura vernacolari e gli edifici secondari. A seguito del restauro e dell&#8217;ampliamento ad opera di Max Dudler la coerenza e la lunga cronologia del complesso del castello risultano pi\u00f9 comprensibili e accessibili ai visitatori. Durante i lavori di restauro e ampliamento dalla seconda alla quarta fase il castello \u00e8 rimasto sempre aperto al pubblico.&nbsp;<\/p>\n<p>Il Castello di Hambach \u00e8 certificato come &#8220;accesso privo di barriere architettoniche, livello 1&#8221; e possiede inoltre la certificazione tedesca &#8220;Turismo per tutti \u2013 accesso privo di barriere architettoniche&#8221;. Nel 2015 gli \u00e8 stato conferito dall&#8217;Unione Europea il Marchio del Patrimonio Europeo.&nbsp;<\/p>\n"},"site":"www.maxdudler.de","sheets":[{"file":579175},{"file":579179}],"timeline":[{"year":"2005-2014","description":"Progetto e realizzazione"}]},"is_main_project":false,"project_related_solution":[1616933,1617263],"project_systems":["sistema-isolamento-termico-fassatherm","sistema-gypsotech"],"related_projects":null,"related_solution__title":""},"fimg":{"url":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/legacy_assets\/7bddc838_entree-building-28c-stefan-m-c3-b-cller-29.jpg","alt":""},"is_legacy":1,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project\/2561179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/project"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2561179"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project\/2561179\/revisions"}],"acf:post":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/solution\/1617263"},{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/solution\/1616933"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2561180"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2561179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"project_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project_category?post=2561179"},{"taxonomy":"project_awards","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project_awards?post=2561179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}