{"id":2561211,"date":"2017-12-01T11:30:14","date_gmt":"2017-12-01T11:30:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/fassarchitettura\/chiesa-della-confraternita-di-san-bernardino\/"},"modified":"2017-12-01T11:30:14","modified_gmt":"2017-12-01T11:30:14","slug":"chiesa-della-confraternita-di-san-bernardino","status":"publish","type":"project","link":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/fassarchitettura\/chiesa-della-confraternita-di-san-bernardino\/","title":{"rendered":"Chiesa della Confraternita di San Bernardino"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify\">La programmazione degli interventi di restauro della facciata \u00e8 partita dai saggi stratigrafici sui principali elementi architettonici, attraverso i quali si \u00e8 risaliti all&#8217;originaria connotazione cromatica delle superfici intonacate.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":2561212,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"project_category":[1627],"project_awards":[1609,1613],"class_list":["post-2561211","project","type-project","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","project_category-places-of-worship","project_awards-domus-restoration-and-conservation-award","project_awards-project-carried-out-with-fassa-bortolo-products"],"acf":{"project":{"project_awards_field":[1609,1613],"project_awards_participation_year":2015,"hero":{"title":"Chiesa della Confraternita di San Bernardino","text":"Santo Stefano Roero, Cuneo, Italia","images":[580055]},"project_location":{"address":"12040 Santo Stefano Roero, Province of Cuneo, Italy","lat":44.788462,"lng":7.9415339},"project_description":"<p style=\"margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify\">La programmazione degli interventi di restauro della facciata \u00e8 partita dai saggi stratigrafici sui principali elementi architettonici, attraverso i quali si \u00e8 risaliti all&#8217;originaria connotazione cromatica delle superfici intonacate.&nbsp;<\/p>\n","project_credits":{"free_text":"","client":"<p>Comune di Santo Stefano Roero<\/p>\n","collaborators":"<p>Marco Bertelli, Alessandro Soffredini, Dario Pezzuto<\/p>\n","authors":"<p>Stefano Ghedin<\/p>\n"},"project_gallery":[580059,580063,580067,580071,580075,580079],"project_technical_drawings":[580083,580087,580091,580095,580099,580103,580107,580111],"extended_report":{"title":"Relazione estesa","text":"<p>Indagine conoscitiva e restauro della chiesa Confraternita di San Bernardino a Santo Stefano Roero<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cenni sulle origini e sulle fasi storiche<\/p>\n<p>La chiesa di San Bernardino, eretta per volere della Confraternita dei Disciplinanti (battuti) bianchi, sorge nel concentrico di Santo Stefano Roero in provincia di Cuneo, accanto ala parrocchia di Santa Maria del Podio, quest&#8217;ultima situata sul piazzale posto nella parte pi\u00f9 elevata sella &#8220;villa&#8221;, ai piedi dell&#8217;antico castello e della torre ormai scomparsi. L&#8217;attuale chiesa ebbe origine da una casa (domus disciplinatorum), eretta sul piazzale della parrocchiale presumibilmente in coerenza alla casa comunale (contraddistinta all&#8217;epoca dall&#8217;antistante portico), al palazzo di rappresentanza dei Roero ramo di Pralormo, oltre che a un pozzo comunale posto in prossimit\u00e0 a essi. La &#8220;casa&#8221; test\u00e9 citata fu in seguito adattata a oratorio intorno al 1577; il piano inferiore venne destinato alla chiesa della confraternita, mentre il piano superiore adibito a uso e beneficio comune della congregazione. Fonti documentarie rilevano che, nel 1716, avendo la confraternita disposto la costruzione di una nuova chiesa da dedicarsi a san Bernardino, con l&#8217;incarico della realizzazione affidato a Domenico Pianca, capomastro di Lugano, congiuntamente ai mastri Cesare Gianoglio e Donato Retti, le parti contraenti sottoscrivono i capitoli cui attenersi per l&#8217;esecuzione dell&#8217;intervento. Sulla base degli accordi convenuti \u00e8 possibile ricostruire in parte le modalit\u00e0 organizzative con le quali la confraternita intese commissionare la realizzazione dei lavori. I lavori hanno inizio a partire dal 1716 e finalmente, dopo travagliate vicende, nel 1724 la nuova chiesa \u00e8 in buona parte costruita, ma mancano i fondi per terminarla. \u00c8 volont\u00e0 collettiva l&#8217;edificazione e questo \u00e8 testimoniato dai materiali donati da privati, ma solo dal 1725 i lavori riprendono con continuit\u00e0&nbsp; fino al 1727, anno in cui si rileva che la costruzione &#8220;\u00e8 giunta al coperto; \u00e8 \u2018nel luogo&#8217; e pi\u00f9 comoda della parrocchiale&#8221;. Nel 1729, l&#8217;impianto del cantiere giunge al termine, mentre l&#8217;esecuzione di rifiniture e decorazioni si protrasse nel tempo. Poich\u00e9 la chiesa risultava provvista di una sola piccola campana, nel 1726 la confraternita stabilisce di costruire un campanile su disegno del capomastro Marc&#8217;Antonio Balestra di Sommariva Perno, affidando l&#8217;esecuzione dell&#8217;opera al mastro Bernardo Gissotti di Cimo, dello stato di Lugano, abitante in Canale. Nel 1775, il libro dei conti della confraternita documenta le fasi salienti riguardanti la ricostruzione della volta della chiesa che &#8220;da tre o quattro anno a questa parte minaccia rovina di cadere&#8221;. Il capitolo decide di provvedere dapprima, con la predisposizione di chiavi da collocarsi a giudizio dei capimastri che verranno all&#8217;uopo incaricati, vale a dire del capomastro Carlo Faletti ritenuto esperto in materia e, poco dopo, nel 1777, con la ricostruzione della medesima tramite fondi anch&#8217;essi raccolti mediante colletta, mancando alla confraternita il denaro occorrente. Alla finitura della volta si provveder\u00e0 applicando &#8220;il necessario bianco&#8221;, usufruendo di un anticipo nei pagamenti offerto dal sottopriore, mentre una consistente somma elargita dal priore consentir\u00e0 la sistemazione di un orologio sul campanile della chiesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Descrizione e caratteristiche della chiesa<\/p>\n<p>La chiesa sorge su una ristretta area posta a lato della parrocchiale di Santa Maria del Podio, a una quota intermedia tra il sedime viario principale dell&#8217;abitato. L&#8217;edificio fu costruito, come anzidetto, nel 1729 a opera della Confraternita dei Disciplinanti sorta sotto il patrocinio di san Bernardino da Siena; questo giustifica la doppia titolazione data alla sede sia come chiesa sia come Confraternita di San Bernardino. L&#8217;impianto della chiesa \u00e8 a unica navata, avente dimensioni esterne in pianta pari a circa 9,85 m di larghezza e 18,85 m di lunghezza, strutturalmente spartita all&#8217;interno in due aule \u2013 destinate l&#8217;una all&#8217;assemblea e l&#8217;altra al coro \u2013 segnatamente distinte dalla zona presbiteriale a esse interposta. Completano la configurazione planimetrica dell&#8217;edificio le annesse volumetrie del campanile e della sacrestia risalenti a epoca posteriore (rispettivamente al 1762 e al 1786) e disposte in sovrapposizione alla muratura d&#8217;ambito della chiesa lungo il lato prospiciente la parrocchiale. In posizione simmetricamente opposta al campanile, la chiesa presenta una porta murata, probabilmente traccia di un precedente ingresso laterale all&#8217;edificio dalla fronte architettonica rivolta a ovest. La struttura murario \u00e8 composta da una muratura a sacco, dello spessore di 80 cm circa, con paramenti esterni in mattoni pieni, verticalmente contrassegnata dai maschi murari scanditi da lesene che reggono l&#8217;architrave e la soprastante trabeazione sulle quali convergono le arcate delle volte (a catino, a botte e a vela) sormontanti i tre volumi in cui risulta costruttivamente suddivisa la navata. Le volte sovrastanti le aule sono contrastate da tiranti in ferro. La sacrestia presenta invece una copertura con volta a padiglione lunettata. La medesima \u00e8 collegata al coro e al presbiterio mediante due aperture indipendenti, una delle quali intercomunicante con la torre campanaria. Il campanile, dotato di scaletta interna, risulta attualmente tamponato con una soletta provvisoria e quindi inaccessibile dal piano terra. L&#8217;altezza interna misurata fino al piano di spiccato delle volte raggiunge gli 11,20 m circa, con il centro della volta a catino a 13 m circa dal calpestio interno. La copertura della chiesa, costituita da un tetto a capanna con testa a padiglione sorretto, in origine, da capriate trasversali, \u00e8 stata oggetto di un recente intervento che da comportato lo smantellamento delle originali incavallature lignee irrimediabilmente danneggiate. L&#8217;intervento \u00e8 stato completato con il rifacimento del manto di copertura realizzato sia con la posa di nuovi coppi in luogo di quelli esistenti fortemente deteriorati e non pi\u00f9 consoni all&#8217;uso, sia con il recupero dei coppi originali ancora integri per la finitura esterna del tetto. La confraternita \u00e8 oggi sprovvista di altare, che era collocato nella zona presbiteriale, come si pu\u00f2 notare dall&#8217;assenza della pavimentazione in quel tratto. Vi era anche un pulpito, oggi scomparso, come testimonia la scala murata nella torre campanaria. Le pavimentazioni originarie sono state presumibilmente sostituite nel Novecento. Nella navata, nel coro e nella sacrestia vi sono piastrelle in cemento bianche e nere di forma esagonale, mentre nel campanile sono di forma quadrata. Le fronti laterali esterne (lungo i lati a nord, est e ovest dell&#8217;edificio) si presentano al rustico con mattoni in vista e superfici scandite dal reticolo delle buche pontaie e dal partito dei vani finestrati inquadrati da spalle murarie leggermente strombate con piattabande di coronamento. Gli attuali serramenti sono caratterizzati da specchiature vetrate fisse intelaiate con profili in acciaio verniciato. La facciata principale, rivolta a sud, risulta invece rifinita con elementi in rilievo riccamente modellati e articolata in partiture murarie contraddistinte da superfici piane e concave originariamente evidenziate dalle particolari cromie conferite agli intonaci esterni. La fronte architettonica risulta orizzontalmente ripartita da cornici aggettanti suelle quali si profilano due ordini architettonici sovrapposti che spartiscono la facciata in tre settori, uno centrale pi\u00f9 sporgente e due laterali che si incurvano con andamento concavo. Il duplice ordine risulta caratterizzato, al livello inferiore, da due colonne a tutto tondo con fusto rastremato anteposte a retrostanti lesene che si ripetono anche sui lati esterni del prospetto, tutte disposte su podio e terminanti con capitelli compositi a volute, foglie d&#8217;acanto e teste d&#8217;angelo inquadrate sul lato frontale. Nel settore centrale, delimitato dalle colonne addossate alla parete, \u00e8 disposto il portale d&#8217;ingresso in legno intarsiato con motivi floreali sormontato da un timpano murario recante un&#8217;iscrizione dipinta cui corrisponde, sul lato interno, una bussola in legno che sostiene la soprastante cantoria, quest&#8217;ultima collegata alla navata da una scala posta sulla sinistra dell&#8217;ingresso principale, molto probabilmente un&#8217;aggiunta posteriore, in quanto occultante parte dei dipinti parietali, foggiati a finto altare, sulla muratura a cui risulta ancorato. I campi laterali della facciata risultano invece caratterizzati da due edicole semicilindriche anch&#8217;esse inquadrate da cornici in rilievo e sovrastanti timpani. A livello superiore, l&#8217;ordine architettonico costituito da lesene con capitelli ionici, finemente modellati, inquadra un settore centrale con una finestra quadrilobata timpanata e due ampie volute che lo raccordano alle specchiature ad andamento concavo del livello inferiore. La fronte architettonica risulta infine coronata in sommit\u00e0 da un ampio timpano curvilineo sormontato da una croce in ferro battuto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il restauro della facciata<\/p>\n<p>Dalle residue tracce di colore rilevate sui principali elementi architettonici, mediante saggi stratigrafici effettuati in situ e attraverso i quali \u00e8 stato possibile risalire all&#8217;originaria connotazione cromatica delle superfici intonacate, si \u00e8 impostata la programmazione degli interventi di restauro. Sul basamento, sino a un&#8217;altezza di circa 3 metri, interessati da gravi fenomeni di risalita capillare e da un totale distacco delle superfici intonacate, si \u00e8 proceduto a una spazzolatura delle macroformazioni saline e a un successivo lavaggio a bassa pressione con acqua desalinizzata. Le porzioni laterizio sono state risarcite mediante azione di cuci scuci e altrettanto la malta di allettamento \u00e8 stata stilata corso per corso adottando calce idraulica naturale (linea Restauro Ex Novo Fassa Bortolo). Si \u00e8 proceduto all&#8217;applicazione di un biorinzaffo, appositamente formulato per murature interessate da risalita capillare, per uno spessore di 3\/5 mm, seguito dall&#8217;applicazione di uno spessore minimo da 3 cm di biointonaco macroporoso, tutti a base calce idraulica. Le superfici sono poi state completate da doppia finitura di biointonaco a calce idraulica naturale e da lisciatura satinata alla calce. Per le porzioni superiori ai 3 metri dal basamento si sono ripetute le medesime operazioni fatta eccezione per la posa dello strato macroporoso, mentre per le colonne, trattate con una decorazione a imitazione del marmo Rosso di Francia, le finiture a lisciatura satinata sono state ripetute secondo cicli che hanno permesso la riproduzione delle cromie tipiche di tale materiale lapideo. Le opere di lattoneria sono state realizzate mediante la stesura e l&#8217;applicazione di elementi in lamierato di rame da 6 decimi di mm, fissati al supporto con la tecnica della graffatura semplice a secco per ovviare fenomeni di dilatazione termica e scongiurare l&#8217;invecchiamento di sigillanti siliconici presso le porzioni verticali, il cui uso \u00e8 stato limitato al minimo indispensabile. Le volute di raccordo con le porzioni concave della facciata nella sua area sommitale sono state rivestite da un foglio unico in lamierato di rame senza giunti, al cui bordo esterno \u00e8 stato saldato un elemento cilindrico, sempre di rame a fungere da gocciolatoio continuo che impedisca il dilavamento sulla porzione aggettante a intonaco delle volute stesse. I capitelli, finiti con scialbo alla calce, sono stati minuziosamente puliti riscoprendone il caratteristico colore bianco avorio e risarcendo le porzioni di microdistacchi sulle porzioni aggettanti delle decorazioni ad acanto, che risultavano realizzate con un&#8217;ingegnosa e originale tecnica di applicazione a malta di calce su lamierino metallico zincato. Le opere sopra descritte sono state precedute da una campionatura commissionata a differenti imprese di restauro che, informate sul risultato che si voleva ottenere e fornite di un capitolato sui materiali, hanno prodotto in scala 1:1 alcuni saggi confrontabili sulla facciata della chiesa, prima dell&#8217;inizio delle fai vere e proprie di restauro e prima della gara d&#8217;appalto. Si \u00e8 trattato in sostanza di un pre-appalto che ha permesso ai progettisti e ai funzionari della soprintendenza di valutare l&#8217;esito futuro dei lavori sia in termini materiali sia estetici e di precisare le richieste e le attenzioni da mantenere durante l&#8217;esecuzione del restauro vero e proprio. Questa innovativa prassi, resa possibile dalla disponibilit\u00e0 dell&#8217;amministrazione a investire in opere di diagnostica e soprattutto della Fassa Bortolo di sponsorizzare la sperimentazione sia con l&#8217;apporto di materiali sia col proprio intervento di competenza tecnica, ha altrettanto permesso un&#8217;ottimale previsione e controllo dei costi di esecuzione.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima fase delle opere ha coinvolto e coinvolge tutt&#8217;ora l&#8217;intervento sul portale d&#8217;ingresso, realizzato interamente in formelle di noce massiccio montate su intelaiatura di pioppo. La doppia stratificazione degli elementi non ne ha minato la stabilit\u00e0, grazie a una straordinaria maestria nei collegamenti tutti realizzati in legno e con parti di ferramenta esclusivamente adottata per cerniere e cardini. Questi ultimi sono risultati assai ingegnosi e moderni nella loro concezione, poich\u00e9 sono ad asse verticale su una sede di bronzo sagomata a mo&#8217; di rotula ovvero di primitivo cuscinetto a sfera, perfettamente confacente ad assorbire l&#8217;enorme peso delle ante senza scaricare dannosi sforzi di momento sulle spalle dell&#8217;apertura praticata nelle murature.<\/p>\n<p>Per facilitare il restauro, le porzioni mobili sono state rimosse e condotte in laboratorio, mentre la porzione sommitale, integrata con l&#8217;architrave della muratura, verr\u00e0 restaurata in opera. Un&#8217;analoga attenzione verr\u00e0 prestata alla soglia lapidea interna che dovr\u00e0 combaciare con gli scalini a due alzate del sagrato, recanti una dedicazione (forse del benefattore) a un certo Maiolus e una data, 1777. Terminato il recupero della facciata, si sono immediatamente intraprese le fasi diagnostiche sulle murature e sulle porzioni decorative interne per poterne programmare le fasi di restauro.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;amministrazione di ottenere uno spazio polifunzionale adatto sia all&#8217;esecuzione di concerti di musica sacra e da camera sia all&#8217;utilizzo per momenti di aggregazione pubblica come le sedute del consiglio comunale ovvero esposizioni artistiche \u00e8 plausibilmente raggiungibile in un arco temporale ravvicinato.<\/p>\n"},"site":"","sheets":[{"file":580115},{"file":580119}],"timeline":[{"year":"2007 - 2012","description":""}]},"is_main_project":false,"project_related_solution":[1617153,1617013,1616993,1617003],"project_systems":["verputz-und-bausystem","sistema-risanamento-murature-umide"],"related_projects":null,"related_solution__title":""},"fimg":{"url":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/legacy_assets\/9f1bd4a4_p1290742.jpg","alt":""},"is_legacy":1,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project\/2561211","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/project"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2561211"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project\/2561211\/revisions"}],"acf:post":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/solution\/1617003"},{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/solution\/1616993"},{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/solution\/1617013"},{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/solution\/1617153"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2561212"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2561211"}],"wp:term":[{"taxonomy":"project_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project_category?post=2561211"},{"taxonomy":"project_awards","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project_awards?post=2561211"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}