{"id":2561384,"date":"2017-12-01T10:30:19","date_gmt":"2017-12-01T10:30:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/fassarchitettura\/progetto-di-restauro-di-palazzo-rasponi-dalle-teste-in-ravenna\/"},"modified":"2017-12-01T10:30:19","modified_gmt":"2017-12-01T10:30:19","slug":"progetto-di-restauro-di-palazzo-rasponi-dalle-teste-in-ravenna","status":"publish","type":"project","link":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/fassarchitettura\/progetto-di-restauro-di-palazzo-rasponi-dalle-teste-in-ravenna\/","title":{"rendered":"Progetto di restauro di Palazzo Rasponi dalle Teste in Ravenna"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div title=\"Page 1\"><\/p>\n<div><\/p>\n<div><\/p>\n<p>Il palazzo Rasponi dalle Teste venne costruito agli inizi del XVIII secolo per volere di Giovanni Rasponi (vescovo di Forli\u0300 dal 1660 al 1714) e del fratello Giuseppe, in una zona della citta\u0300 di Ravenna dove sorgevano, fin dal XV secolo, abitazioni della famiglia Rasponi.<\/p>\n<p><\/div>\n<p><\/div>\n<p><\/div>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":2561385,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"project_category":[1623],"project_awards":[1609,1613],"class_list":["post-2561384","project","type-project","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","project_category-public-buildings","project_awards-domus-restoration-and-conservation-award","project_awards-project-carried-out-with-fassa-bortolo-products"],"acf":{"project":{"project_awards_field":[1609,1613],"project_awards_participation_year":2015,"hero":{"title":"Progetto di restauro di Palazzo Rasponi dalle Teste in Ravenna","text":"Ravenna, Italia","images":[585022]},"project_location":{"address":"Ravenna, Province of Ravenna, Italy","lat":44.418441,"lng":12.2034957},"project_description":"<div title=\"Page 1\"><\/p>\n<div><\/p>\n<div><\/p>\n<p>Il palazzo Rasponi dalle Teste venne costruito agli inizi del XVIII secolo per volere di Giovanni Rasponi (vescovo di Forli\u0300 dal 1660 al 1714) e del fratello Giuseppe, in una zona della citta\u0300 di Ravenna dove sorgevano, fin dal XV secolo, abitazioni della famiglia Rasponi.<\/p>\n<p><\/div>\n<p><\/div>\n<p><\/div>\n","project_credits":{"free_text":"","client":"<p>Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna<\/p>\n","collaborators":"<p>Ulrich Seum, Giorgio D&#8217;Albano, Federica Finelli, Federica Stupazzini, Roberta Zanoli<\/p>\n","authors":"<p>Pier Luigi Cervellati<\/p>\n"},"project_gallery":[585026,585030,585034,585038,585042,585046,585050,585054,585058,585062,585066,585070,585074,585078,585082,585086,585090,585094,585098,585102,585106,585110,585114,585118,585122,585126,585130,585134,585138],"project_technical_drawings":[585142,585146,585150,585154,585158,585162],"extended_report":{"title":"Relazione estesa","text":"<div title=\"Page 1\">\n<p>Per comprendere il &#8220;senso&#8221; di questo intervento e\u0300 necessario ripercorrere l&#8217;approfondimento dell&#8217;analisi architettonica e storica, compiuto prima e in particolare durante i lavori di riqualificazione, consolidamento e restauro del Palazzo.<br \/>\nDai documenti d&#8217;archivio si fa risalire al 1690 la volonta\u0300 di accorpare in un unico palazzo tre abitazioni preesistenti di proprieta\u0300 della famiglia Rasponi. Non si ha la certezza che esistesse un progetto definitivo unitario per il primo nucleo aggregativo, ma in ogni caso la conformazione attuale del palazzo e\u0300 avvenuta nel tempo per aggiunte successive. Sul finire del XIX secolo un&#8217;importante modifica dell&#8217;assetto planimetrico interessa l&#8217;edificio: nel 1877 i fratelli Rasponi Dalle Teste, infatti, ottengono dalla Commissione Comunale d&#8217;Ornato il permesso di demolire un fabbricato annesso al palazzo che si affacciava sull&#8217;attuale via Luca Longhi, e del quale venne conservato solamente il muro esterno prospiciente la via. Sempre a questo periodo risale la ristrutturazione dell&#8217;ala sud-est, sull&#8217;attuale via Massimo D&#8217;Azeglio.<\/p>\n<p>Successivamente, nel 1938 viene aperto lo spazio davanti al fronte principale l&#8217;attuale Piazza J. F. Kennedy, demolendo un isolato di impianto medievale. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale il palazzo subisce diversi danni, in particolare viene gravemente danneggiato l&#8217;affresco che ornava il soffitto del salone del piano nobile.<\/p>\n<p>Nel 1950 viene rinnovata e ristrutturata tutta la porzione che prospetta su via Mafalda di Savoia, con trasformazione in garage al piano terra e abitazioni al primo piano, utilizzando laterocemento per le strutture portanti e per i solai, e mantenendo invece l&#8217;involucro esterno pressoche\u0301 inalterato.<br \/>\nNel corso della seconda meta\u0300 del Novecento sono stati eseguiti diversi lavori di ristrutturazione all&#8217;interno dell&#8217;edificio, al fine di adeguarlo ai vari usi succedutisi nel tempo.<\/p>\n<p>Nel 1977 il palazzo e\u0300 venduto al Comune di Ravenna, mentre nel corso degli anni Ottanta e Novanta vengono eseguiti altri lavori all&#8217;interno del palazzo, per poterlo utilizzare come sede universitaria.<br \/>\nNei primi anni del XXI secolo, infine, il Palazzo viene abbandonato.<\/p>\n<p>Con l&#8217;apertura del cantiere di restauro si e\u0300 potuto costatare che ogni intervento -successivo alla prima fase- ha cancellato e\/o coperto l&#8217;impianto interno e le decorazioni precedenti. Si sono potuti cosi\u0300 mettere in luce solai lignei a cassettoni dipinti, coperti da anonimi solai a voltine che avevano sostituito a loro volta precedenti solai -sempre a volta- con raffinati decori di meta\u0300 ottocento; ovvero solai lignei settecenteschi in parte sostituiti con altri solai \u2013sempre in legno- con decori della fine ottocento di buona qualita\u0300 stilistica.<\/p>\n<p>Con la costante presenza della Soprintendenza si e\u0300 proceduto eliminando cio\u0300 che in modo anonimo aveva sostituito (specie nel secondo dopoguerra quando il Palazzo fu ristrutturato per riparare i ripetuti danneggiamenti bellici) o coperto lacerti di decori a &#8220;fresco&#8221;. Gli stucchi della volta dello scalone sono stati eseguiti da &#8220;decoratori veneziani (nel) 1936&#8221; e si percepisce un tardo stile liberty che contrasta con le &#8220;teste&#8221; dell&#8217;ala che prospetta su via d&#8217;Azeglio in cui si nota il modellato sobrio specifico di chi invece della pietra usa l&#8217;argilla che mettera\u0300 a cottura e dipingera\u0300 in modo diverso da chi ha operato con la pietra d&#8217;Istria, all&#8217;inizio, o la pietra di San Leo, verso fine settecento.<\/p>\n<p>In breve, tutti e tre i secoli di costruzione della fabbrica sono oggi chiaramente leggibili grazie all&#8217;intervento di restauro che ha eliminato le superfetazioni conservando le tracce d&#8217;intervento sul palazzo legate al mutamento dei gusti nei secoli. La\u0300 dove la ricostruzione post bellica ha sostituito in modo sciatto la struttura originale \u2013come nelle ex-scuderie, si e\u0300 proceduto con un nuovo intervento volutamente appartenete al nostro tempo, lasciando quasi inalterate le facciate su strada in quanto del tutto conformi con le facciate delle case circostanti.<\/p>\n<div title=\"Page 2\">\n<p>Dei differenti usi e delle trasformazioni avvenute nel corso di oltre tre secoli, inalterata e\u0300 rimasta l&#8217;idea progettuale del vescovo Giovanni (arcivescovo di Forli\u0300), che era stato pro legato pontificio in Francia, coetaneo di Luigi XIV, di cui rimase affascinato per tutta la vita e che cerco\u0300 \u2013proprio con questo palazzo- di ripeterne (pur nella ristrettissima dimensione della citta\u0300 ) la fastosita\u0300 e singolarita\u0300. Nessuna delle diverse attribuzioni fatte nel secolo scorso per identificarne l&#8217;autore e\u0300 stata soddisfacente, soprattutto alla luce del testamento reso noto in questi ultimi anni e tale da stravolgere le interpretazioni fatte per un fabbricato che presenta peculiarita\u0300 assolute (e in particolare per Ravenna). Dal piano nobile posto nel secondo livello alla dimensione del fabbricato e alla sua diversa organizzazione funzionale. E tuttavia, nei tre secoli della sua costruzione, inalterata e\u0300 rimasta l\u2018aspirazione iniziale, quella di stupire, realizzando un complesso che apparisse per colore e dimensione il piu\u0300 fastoso (e grandioso) di tutta la citta\u0300.<\/p>\n<p>Non si e\u0300 trattato quindi di un mero consolidamento o di un ripristino filologico degli interni e degli esterni, quanto di un restauro inteso quale restituzione \u2013 innovazione della visione progettuale del vescovo (suo occulto artefice). Senz&#8217;altro alterata nel corso del tempo, pur rimanendo traccia non solo in superficie ma proprio nella struttura, nei traguardi prospettici che si legano nello scalone monumentale, lo oltrepassano e sconfinano in quella cosiddetta &#8220;cattura dell&#8217;infinito&#8221; propria della cultura barocca. Ricomponendo questi prospettici assi \/traguardi ottici, lo stupore esterno si riflette all&#8217;interno conferendo unitarieta\u0300 a un complesso architettonico del quale i tanti autori capomastri (oltre gli eredi) sono rimasti fedeli nel corso dei secoli. Ed e\u0300 questa volonta\u0300 dell&#8217;artefice\/progettista che si e\u0300 voluta perseguire ed evidenziare con questo lavoro. Un lavoro che intende far risaltare le diverse storie edilizie, le tecnica costruttive e decorative, soprattutto l&#8217;invenzione originale progettuale, che ad eccezione degli ultimi interventi del secolo scorso, continua a stupire.<\/p>\n<p>Il palazzo e\u0300 composto di tre parti che nel loro insieme occupano un intero isolato nel centro storico di Ravenna, con superficie lorda complessiva di quasi 5.500 mq.<br \/>\nLa parte monumentale ha la facciata principale che prospetta su l&#8217;attuale piazza Kennedy, con corte\/giardino all&#8217;interno. La particolare rilevanza artistica e architettonica e\u0300 data dalla singolare conformazione derivante dal Piano Nobile situato al secondo livello. Cio\u0300 ha comportato la realizzazione di un androne a doppia altezza, che divide di fatto i primi due piani del palazzo, e la costruzione di uno scalone che porta con solo tre rampe al salone d&#8217;onore e alle sale di rappresentanza -in origine residenza del Vescovo Giovanni- riccamente decorate con affreschi, stucchi a tutto tondo e solai lignei.<\/p>\n<p>L&#8217;ala destra del palazzo, prospiciente l&#8217;attuale via D&#8217;Azeglio e formante una &#8220;L&#8221; con il corpo principale, appartiene al XIX sec.e ingloba fabbricati 5-6centeschi. Anche in questa ala si trovano soffitti finemente decorati. La terza parte, originariamente adibita a scuderie e abitazioni della servitu\u0300, e\u0300 stata bombardata e ricostruita nel secondo dopoguerra.<\/p>\n<p>Principi d&#8217;intervento, soluzioni tecniche e architettoniche adottate<\/p>\n<p>Il progetto di restauro ha rispettato e riproposto tutte le caratteristiche della costruzione storica, adottandola alle nuove funzioni di attivita\u0300 espositiva e di sviluppo culturale-turistico della citta\u0300, alle esigenze impiantistiche e ai requisiti antincendio con mantenimento e rinforzo dei solai lignei esistenti con garanzia antincendio REI 30.<\/p>\n<div title=\"Page 3\">\n<p>Nella scelta degli interventi strutturali sono stati adottati principi finalizzati al &#8220;minimo intervento&#8221; in quanto il miglioramento sismico e\u0300 stato ottenuto potenziando le capacita\u0300 di resistenza delle strutture esistenti (dai solai- alle coperture-alle murature) senza sostituzioni o alterazioni, consentendo di tutelare e valorizzare al meglio le notevoli caratteristiche storiche e di pregio del complesso edilizio. Vediamo nel dettaglio.<\/p>\n<p>Il palazzo, caratterizzato da una forma a L con lati di 57 i e 44 metri circa, e\u0300 costruito prevalentemente con murature di mattoni e solai in legno ed ha caratteristiche di notevole resistenza e rigidezza e, nonostante sia edificato su un terreno infido come notoriamente e\u0300 il terreno di Ravenna, si presenta ancor oggi, dopo vari secoli, in una situazione di sostanziale stabilita\u0300 e buona conservazione.<\/p>\n<p>Prima dell&#8217;intervento erano comunque presenti alcuni fenomeni di degrado, alcuni dissesti e alcune carenze strutturali (rispetto alle esigenze di sicurezza ed agibilita\u0300 attuali) che e\u0300 stato opportuno rilevare.<br \/>\nDa un&#8217;attenta analisi delle lesioni, delle deformazioni e degli interventi di ripristino effettuati nei secoli, e\u0300 stato rilevato che i maggiori dissesti si sono verificati in tempi prossimi alla costruzione e successivamente si sono in buona parte stabilizzati.<\/p>\n<p>Il progetto non ha previsto un intervento di realizzazione di nuove fondazioni profonde capaci di trasferire i carichi tramite pali o micropali a strati di terreno maggiormente consolidati, in quanto tale operazione, che si sarebbe dovuta estendere anche a tutti i muri interni, oltre a risultare enormemente costosa, avrebbe distrutto il pregevole sistema storico di fondazioni a volte rovesce e avrebbe portato, in realta\u0300, a miglioramenti modesti.<\/p>\n<p>E&#8217; sembrato invece piu\u0300 ragionevole proporre un insieme di interventi di miglioramento e &#8220;legatura&#8221; dell&#8217;immobile combinati per quanto possibile con la riduzione delle masse (uso di massetti alleggeriti e tamponamenti in cartongesso), in modo da raggiungere una adeguata rigidezza complessiva, piu\u0300 che sufficiente a garantire la stabilita\u0300 e l&#8217;utilizzabilita\u0300 piena del fabbricato, se pure in presenza di qualche, eventuale, futura &#8220;ruga&#8221;, segno della sua storia.<\/p>\n<p>Inoltre, il rifacimento di tutto il sistema di scarico ed allontanamento delle acque reflue e meteoriche ha garantito l&#8217;assenza di acque superficiali nel terreno fondale cosi\u0300 da ridurre le problematiche relative all&#8217;umidita\u0300 dei locali ed ai i cedimenti differenziali dati da variazioni di capacita\u0300 portante del terreno.<br \/>\nI principali interventi progettati sono stati i seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p>realizzazione di uno scannafosso nella parte prospiciente alla corte interna usato sia per il passaggio degli impianti che per consentire una migliore protezione all&#8217;umidita\u0300 del terreno;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>consolidamento e rinforzo dei pilastri dell&#8217;androne attraverso la realizzazione di fondazioni (prima inesistenti) in c.a. e muratura;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>recupero della pavimentazione dell&#8217;androne (smontaggio previo rilievo con numerazione dei conci e pulizia degli stessi), mantenimento e verifica delle strutture voltate antiche di fondazione, messa in opera di elementi ad igloo, con sottostante vespaio areato, massetto armato e ricollocazione dei conci in pietra nella stessa posizione di quelli originale;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>consolidamento (e verifica REI) dei solai lignei con inserimento di connettori metallici ancorati ad una soletta armata;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>demolizione di un solaio in acciaio e laterizio e realizzazione dell&#8217;orizzontamento con la stessa tipologia che si presume avesse in origine, ossia con una volta in muratura di mattoni (con inserimento di&nbsp;<\/p>\n<div title=\"Page 4\">\n<div>\n<div>\n<p>E&#8217; stato incatenamenti metallici che assorbono le spinte orizzontali della volta);<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p>ricostituzione di due solai in legno;<br \/>\n\trealizzazione di nuovi orizzontamenti in acciaio in due locali tecnici;<br \/>\n\tconsolidamento delle volte esistenti in muratura attraverso l&#8217;inserimento di fibre in carbonio; consolidamento delle lesioni nelle murature attraverso l&#8217;iniezione di boiacca di calce in modo da ripristinare la coesione nello spessore murario;<\/p>\n<p>realizzazione di nuove scale e ascensori con struttura in acciaio;<br \/>\n\tconsolidamento e risanamento del pianerottolo di arrivo al piano nobile dello scalone principale<\/p>\n<p>attraverso la messa in opera di tiranti in acciaio inox nello spessore del pianerottolo ;<br \/>\n\trifacimento della copertura del corpo &#8220;ex scuderie&#8221; (frutto di recenti interventi) con travi lignee lamellari tipo Boomerang, utilizzando il sistema &#8220;tetto ventilato&#8221; e riposizionamento dei coppi preesistenti&#8230; realizzazione in cartongesso di tutte le tramezzature leggere allo scopo di rendere reversibile l&#8217;intervento; recupero dei pavimenti originali in cotto &#8211; dove non possibile il rifacimento con caratteristiche identiche (tipologia di argilla, formato..), adottando soluzioni di riscaldamento a pavimento;<br \/>\n\trecupero delle porte ed degli infissi esistenti inserendo vetri con maggiori prestazioni di tenuta termica e realizzazione di nuovi in armonia con i preesistenti;<br \/>\n\trestauro dei decori originali e ottocenteschi scoperti sotto vari strati di intonaco e tinteggiatura, restauro dei cassettonati e dei decori rinvenuti nei solai lignei, recuperati in accordo con la Soprintendenza; restauro e sagramatura delle facciate esterne (a seguito del rinvenimento di tracce della sagramatura originale)<\/p>\n<p>inoltre progettato e messo in atto un progetto esecutivo dei materiali costitutivi:<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<div>\n<p>Superfici esterne<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p>messa in sicurezza delle parti precarie con verifica dell&#8217;adesione di tutti gli elementi aggettanti e consolidamento di distacchi o decoesioni con iniezioni di resine acriliche in emulsione e malta idraulica addittivata con inerte micronizzato;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>disinfestazione della patina biologica e asportazione di depositi;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>pulitura diffusa delle superfici con idrolavaggio a bassa pressione e rimozione di concrezione e<\/p>\n<p>incrostazioni (croste nere) con impacchi di bicarbonato d&#8217;ammonio;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>stuccatura di lesioni, fessurazioni e parti mancanti, utilizzando materiali affini al supporto per colore e<\/p>\n<p>granulometria;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>tutte le superfici sono state trattate con protettivo finale.<\/p>\n<p>Apparati decorativi interni (cassettonati lignei, stucchi, decorazioni murarie su intonaco).<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\n<p>Rimozione dei depositi incoerenti, con pennelli e spazzolini morbidi. Nella fase di preconsolidamento si e\u0300 proceduto alla messa in sicurezza di tutte le parti mobili utilizzando specifici adesivi o consolidanti;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Consolidamento della superficie con problemi di decoesione e adesione, al substrato con iniezioni di emulsione acrilica e malta idraulica;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Rimozione di stuccature e\/o altri elementi incongrui;&nbsp;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<div title=\"Page 5\">\n<div>\n<div>\n<p>Stuccatura di lacune, lesioni, mancanze e discontinuita\u0300 superficiali con malte a base di calce e inerte idoneo per granulometria a cromatismo;<\/p>\n<p>In fase finale e\u0300 stato applicato un protettivo, adatto per consistenza e composizione al supporto.<\/p>\n<p>Aspetti funzionali dell&#8217;edificio e alla funzionalita\u0300 degli ambienti<\/p>\n<p>Il progetto rispetta la distribuzione orizzontale e verticale originale del palazzo. Nuovi corpi scale a prova di fumo e ascensori con strutture metalliche, realizzate nelle zone di minor pregio garantiscono il deflusso in sicurezza delle persone. Soluzioni specifiche di accesso permettono la fruibilita\u0300 indipendente delle funzioni pubbliche\/espositive.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le soluzioni volte all&#8217;integrazione impiantistica e architettonica e\u0300 stato utilizzato un approccio di tipo sistematico, dall&#8217;analisi dello stato di fatto alla progettazione delle singoli fasi con particolare attenzione alla gestione finale dell&#8217;immobile e alla manutenzione, nonche\u0301 al controllo della qualita\u0300 durante la fase di realizzazione.<\/p>\n<p>Una particolare soluzione e\u0300 stata studiata per il collocamento delle macchine UTA nel sottotetto del volume delle ex-scuderie, che permette l&#8217;areazione attraverso la copertura, mantenendo l&#8217;utilizzo dei coppi antichi: dall&#8217;esterno nulla e\u0300 visibile! Anche negli ambienti interni si e\u0300 cercato di adottare soluzioni a maggiore garanzia del contesto storico evitando sia i componenti impiantistici a vista, dove possibile, sia la realizzazione di &#8220;tracce&#8221; che potevano compromettere il paramento murario storico: riscaldamento a pavimento, distribuzione elettrica e impiantistica a pavimento, controllo del livello luminoso via wireless, raggruppamento funzionale dei componenti in locali tecnici di piano.&nbsp;<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/li>\n<\/ul><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n"},"site":"www.studiocervellati.it","sheets":[{"file":585166},{"file":585170}],"timeline":[{"year":"2011","description":"Progetto esecutivo"},{"year":"2014","description":"Realizzazione"}]},"is_main_project":false,"project_related_solution":null,"project_systems":["verlegesystem-fuer-boden-und-wandbelaege"],"related_projects":null,"related_solution__title":""},"fimg":{"url":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/legacy_assets\/c2f5035e_androne-dopo-il-restauro.jpg","alt":""},"is_legacy":1,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project\/2561384","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/project"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2561384"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project\/2561384\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2561385"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2561384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"project_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project_category?post=2561384"},{"taxonomy":"project_awards","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fassabortolo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/project_awards?post=2561384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}