Casa Daros Latinamerica

Casa Daros Latinamerica

Rio de Janeiro, Brasile

Casa Daros Latinamerica

Domus Restoration and Conservation Award

Credits

Client

DAROS Latinamerica

Collaborators

Rodrigo Mandarino, Bernardo Pereira, Branca Rabelo, Márcia Poppe e staff, Maria Regina Pontin de Mattos

Authors

Ernani Freire
Isabel Ballesté

Restaurare e rivitalizzare il vecchio edificio e adattarlo a un nuovo uso era la sfida iniziale che viene imposta ai professionisti coinvolti in questo progetto. I rapporti instaurati con l’edificio e la necessità di adattarlo a una nuova funzione – senza offuscare il patrimonio storico-culturale dei loro antenati – sono state costruite a partire da un accurato sguardo nell’architettura neoclassica rimanente. 

Durante i rilievi sono stati valutati i pochi cambiamenti che l’edificio aveva subito nei suoi più di 130 anni di esistenza e definiti i concetti dell’intervento progettuale.

Tecnical drawings:

Extended report:

Relazione estesa

L’Edificio
Uno dei più importanti esemplari dell’architettura neoclassica a Rio de Janeiro, l’edificio è stato progettato nel 1866 dall’architetto Francisco Joaquim Bethencourt da Silva, allievo di Grandjean de Montigny, per ospitare il Recolhimento de Órfãs e Desvalidas de Santa Teresa della Santa Casa de Misericórdia – un orfanotrofio per ragazze povere. Nel 1930 fu trasformato nel Educandário de Santa Teresa e, dal 1975, è stato occupato dal Collegio Anglo-Americano. Nel 2005, la proprietà fu acquistata da una società svizzera per ospitare la Casa Daros, con un’importante raccolta di Arte Contemporanea Latino-Americana.
Nel vecchio edificio, costruito a uso ospedaliero ed educativo, prevale un partito di  un corpo centrale accentuato da un frontone triangolare con l’immagine della Madonna delle Grazie, e due ali  laterali simmetriche sulla facciata principale.
La costruzione è composta da un unico piano sopra un sottointerrato abitabile, con basamento in granito e rivestimento rustico. Gli accessi – principale e posteriore – sono definiti da scale di granito affiancati da ringhiere in ghisa nella parte anteriore e premodellati sul retro. Una serie di tre porte con modanature in pietra da taglio, con cancelli in ferro lavorato e fiancheggiata da pilastri toscani, sostengono il timpano su entrambi facciate, attribuendogli un carattere monumentale. Le facciate laterali sono segnati dalla orizzontalità di una sequenza di finestre con architravi rette, tipiche dell’architettura ottocentesca brasiliana. Gli elementi ornamentali sono discreti e conferiscono eleganza e plasticità all’edificio.
Il complesso architettonico che occupa un’area costruita di circa 12.000m² , ha una pianta quadrata composta da due ali che sviluppano attorno a due cortili rettangolari, favorendo l’illuminazione e la ventilazione delle spazi interne. Una successione lineare di stanze unite da corridoi – “enfilade” – definisce la pianta interna dell’edificio. 

Premesse Concettuale
Restaurare e rivitalizzare il vecchio edificio e adattarlo a un nuovo uso era la sfida iniziale che viene imposta ai professionisti coinvolti in questo progetto. I rapporti instaurati con l’edificio e la necessità di adattarlo a una nuova funzione – senza offuscare il patrimonio storico-culturale dei loro antenati – sono state costruite a partire da un accurato sguardo nell’architettura neoclassica rimanente. 
Durante i rilievi sono stati valutati i pochi cambiamenti che l’edificio aveva subito nei suoi più di 130 anni di esistenza e definiti i concetti dell’intervento progettuale.
Le principale premesse del progetto di intervento furono: 
• L’eliminazione di aggiunte spurie, che hanno compromesso l’integrità dell’edificio; 
• La manutenzione dell’unità potenziale, attraverso la promozione di una serie di elementi che ha cercato questa integrità stilistica;
• La reversibilità degli interventi, che garantisse la rimozione delle aggiunte senza compromettere le caratteristiche originali dell’edificio;
• La chiara identificazione degli interventi contemporanei, senza lasciare dubbi riguardo gli elementi della costruzione originale e quelli del progetto di intervento.
Gli attuali concetti di restauro sono stati incorporati nel progetto e quindi ai lavori, che hanno stabilito come linee guida: la funzionalità, la materialità, l’artisticità e la storicità dell’edificio.
Nell’intervento si ha cercato un equilibrio tra un approccio “conservatore” e un approccio “creativo” più flessibile, così che l’edificio di Casa Daros restaurato, fosse il risultato di due tempi diversi, dove vecchio e nuovo convivono e raccontano una storia.
Con questo processo di adattamento e modernizzazione si è aggiunto un nuovo valore all’edificio storico che si riflette non solo nei risultati estetici e funzionali, che possono essere apprezzati da coloro che ci passano davanti, ma anche nella dinamica di rivitalizzazione che la Casa Daros ha provveduto allo scenario della cultura e della istruzione della città di Rio de Janeiro.

Premesse Progettuali 
Il progetto ha cercato di accogliere tutti gli spazi nella volumetria della costruzione originale, ripristinando l’integrità dei cortili interni – spazio emblematico in questa tipologia edilizia.
L’adattamento del vecchio edificio a nuovi usi, attraverso la riorganizzazione dello spazio, la definizione di percorsi e l’uso delle tecnologie contemporanee, ha permesso di identificare e valorizzare spazialità e gli elementi caratteristici architettonici della sua costruzione. Dagli studi iniziali alla configurazione finale, le soluzioni hanno cercato di conciliare le numerose esigenze tecniche di museologia e di tutela del patrimonio.
L’abbassamento del livello del piano terra – vecchio sottointerrato abitabile – ha permesso il suo ampio uso come uno spazio accessibile al pubblico. Concetti di fluidità e accessibilità hanno determinato alcune azioni come la trasformazione di antiche feritoie nelle porte, a filo con la piazza di accesso e con il cortile interno. In questo piano sono state proiettati il ristorante/caffè, il negozio del museo, un piccolo auditorium per 100 persone ed una sala polivalente per le attività di educazione artistica, così come servizi igienici, mensa e spogliatoi del personale e tutti i settori tecnici e depositi al supporto delle attività museali. Una rampa conduce alla grande piazza, che è stata abbassata e livellata al piano terra, dove un ascensore conduce all’atrio principale.
Nell’atrio localizzato al primo piano in cima alla scalinata in granito, si incontrino gli armadietti e, da lì, si ha accesso agli spazi espositivi. Il hall principale è stato mantenuto e restaurato come spazio di transizione tra la città ed il museo. In questo piano sono state distribuite le aree di ricevimento, zona lettura e tutte le sale espositive e educazione artistica.
Per l’accesso delle opere d’arte è stata installata una piattaforma nella hall di servizio e, per le opere più grandi viene mantenuta un’apertura nella facciata sud, che consente il passaggio diretto al primo piano, senza limitazione di altezza del pianterreno.
Nel corpo centrale dell’edificio è stata introdotta una struttura metallica indipendente per sostenere le lastre del nuovo pavimento, viene incluso un livello in più, sfruttando l’altezza generosa del soffitto. Un ascensore che dà accesso ad altri piani e shafts per la distribuzione verticale di tutta l’infrastruttura, è stato installato lì. Sul tetto si trovano la sottostazione elettrica, gli impianti di condizionamento e serbatoi di acqua potabile. I due livelli di sotto ospitano la biblioteca e il settore amministrativo. La nuova struttura apparente, su tutti i piani, rende chiaro l’intervento di modernizzazione eseguita. Nelle due ali laterali, adiacente al corpo centrale, sono state istallate nuove scale in struttura di metallo e pavimenti in legno, illuminate da lucernari in vetro. 
Per gli spazi museografici è stato proiettato un pavimento appoggiato su struttura metallica rinforzata, con capacità di sovraccarico di 500kg/m², e la conservazione del pavimento esistente in legno. Un sistema di pavimentazioni posate su coperta acustica è stato installato. I muri degli spazi di esposizione sono in drywall, con l’aggiunta, oltre alla lastre in cartongesso, di un foglio di OSB, dalla parte posteriore, per facilitare il fissaggio dell’opera d’arte. Dietro queste mura è stata creata una galleria tecnica, da essere utilizzata dalla museografia, dove sono fissate delle prese elettriche, il controllo dell’illuminazione e le altre attrezzature, permanenti o specifiche per una mostra. Inoltre, questo spazio della galleria tecnica permette l’acesso al controllo e manutenzione delle finestre. Una maglia di struttura metallica, appoggiata su mensole nella muratura esistente, è stata proiettata per fare da supporto del soffitto e lampadari, servendo anche d’appoggio alle attrezzature dell’aria condizionata e, eventualmente, per appendere opere d’arte.
In generale, sono state rispettati e valorizzati i principali elementi caratteristici dell’architettura neoclassica, così come la distribuzione dell’edificio stesso, con i cortile interni ed il giardino principale ed il suo viale di palme imperiali. L’imponente facciata principale, definita da un corpo centrale, coronata da un frontone triangolare, e dal ritmo delle aperture delle finestre, è stata conservata e restaurata, incluso l’immagine della Madonna delle Grazie. Altri elementi, come gli basamenti e le scalinate in pietra, ed i lavori artistici in metallo (ringhiere esterne e cancello principale) sono state puliti e restaurate. Infine, la spazialità interna, è stata delineata da una sequenza di camere unite da un corridoio affacciate ai cortili interni – l’”enfilade” – è stato mantenuto come dall’originale, lungo tutta l’ala sud e, in un certo senso, in tutta l’edificazione.  
Le nuove proposte di progetto sono state definite in modo tale da evidenziare l’intervento, ma sono discrete e attente, non concorrenti con la storicità dell’edificio e sì valorizzando la sua caratteristica estetica.

Lavori di Restauro / Rivitalizzazione
Fin dall’inizio, si formò un staff multidisciplinare per lavorare in collaborazione con la Casa Daros in preparazione di un programma di ricerca volto a stabilire le attività più appropriate per ogni spazio progettato. Dopo le fasi di indagini e diagnostica dello stato di conservazione dell’edificio, viene definito il progetto di restauro e avviato i lavori.
Il restauro degli elementi artistici che compongono l’edificio storico, quali le facciate, i soffitti in stucco, gli infissi in legno, i lavori in ferro, le pietre ed i lavori in segheria sono state attentamente lavorate dal gruppo del’Atelier Historica di Architettura ed Restauro. Sono stati installati, nel cantiere, delle officine tecniche per ogni una di queste specialità. Le altre opere civili sono state eseguite dalla società di  costruzione contrattata.
 
Copertura
È stato completamente recuperato, con riutilizzo parziale delle tegole originali, rimesse sul panno tetto anteriore, e integrata con nuove tegole simili a quelli esistenti. Le strutture in legno del tetto sono stati recuperati e rafforzati con nuove parte in metallo, mantenendo la sua conformazione originaria. È stato applicata una sotto-copertura di protezione e installato un  moderno sistema di raccolta delle acque piovane.

Facciate esterne e le pareti interni 
Le facciate esterne sono state recuperate, mantenendo tutti gli elementi ornamentali neoclassici che li compongono, quali fregi, cornici ed i rilievi. Sono state usati malte di calce nelle pareti e sono state fate indagine, attraverso ricerche stratigrafiche, del colore originale dell’edificio che ha ricevuto una pittura con inchiostro a base minerale. 
Alcuni pareti interne sono state protetti da pannelli museografici per servire come supporto espositivo. Sono state create dalle pareti tecniche al fine non solo di accogliere parte degli impianti moderni, ma anche per preservare le finestre che compongono le facciate dell’edificio. Con questo sono emerse dei grandi spazi espositivi, che rientra nel concetto del “cubo bianco”, che occorrono per la mostra della collezione d’arte contemporanea della Casa Daros.

Soffitto 
Nuovi soffitti in cartongesso sono servite da supporto agli elementi di illuminazione, diffusori dell’aria condizionata ed attrezzature di sicurezza, nonché per fornire protezione a tutta l’infrastruttura alloggiata nel mezzo-soffitto. Elementi decorativi in gesso che componevano il soffitto originali quali cornici, fregi e medaglioni sono state recuperati e riapplicati in alcuni stanze.
  
Telai e lavori in ferro 
È stato condotto un accurato lavoro di rilevamento e diagnosi di tutti i telai per  approssimativamente 600 unità. Nel rilevamento di porte e finestre sono state identificate le seguente specie di legno: Cedro, Mogano, Peroba, Cannella, Sucupira, Pino di Riga, Imbuia, Angelim fra altri. 
Per l’esecuzione dei lavori è stata installata una falegnameria, completamente attrezzata. Tutti gli strati che compongono le porte e le finestre sono stati identificati e rimossi per il laboratorio di restauro. Questa identificazione è stata conservata per tutto il periodo di recupero dei pezzi.
La premessa fissata per il restauro dei telai è stata quella di preservare il più possibile il legname originale trovato nelle vecchie porte e finestre dell’edificio. La reintegrazione delle parti impegnate è stata effettuata utilizzando legno vecchio, provenienti da demolizioni, essendo stato eseguito delle piccole protesi e la produzione di nuove parti mancanti.
Dopo il decapaggio del telaio, è stato fatto l’aggiornamento della mappatura dei danni, per meglio identificare il tipo di intervento da eseguire su ogni elemento che compone i telai. In questa tappa è stata fatta la rimozione di  pitture e vernici. 
Le otturazioni delle parti in legno sono state realizzate con massa di polvere di legno e colla vinilica, mimetizzate con l’uso di pigmenti naturali. Le protesi sono state fatte per telai con significativa perdita di materiale e sono state realizzate per mezzo della sostituzione di tratti del pezzo stesso per un altro di identico disegno, con legno compatibile a quello originale. 
Tutti i vetri dei telai interni ed esterni sono state rimossi e sostituiti per nuovi, come specificato nel progetto. Dopo il  restauro, i telai hanno ricevuto una vernice del tipo Stain o l’inchiostro smalta sintetica, a seconda dell’ambiente e la specifica del progetto di restauro.
 
Pavimenti 
I pavimenti in legno esistenti sono stati restaurati e conservati in tutta l’area espositiva del piano superiore. Sulla parte anteriore dell’edificio, denominato “enfilade”, è stato eseguito un rafforzamento della pavimentazione originale in  legno, e nelle altre stanze sono state inserite delle nuove strutture metalliche per supporto dei piani, che hanno ricevuto uno strato di protezione acustica tra struttura e il pavimento. 
A livello del suolo, è stato fatto un nuovo pavimento cementizio con finitura apparente. Nel cortile interno è stato installato un piano sopraelevato in calcestruzzo placcato per facilitare la manutenzione dei nuovi impianti ed il drenaggio di questo spazio. Questo tipo di pavimento ha reso disponibile un’area piana di 1.500 m², senza l’interferenza di griglie o tampone di ispezione.
Nell’accesso principale sono state repaginate le pietre “costaneiras” esistenti, prelevate in gran parte dal tratto di piazza affondata. Essi sono stati numerati e  un nuovo design è stato prodotto, valorizzando e dotando loro di un nuovo significato. I marciapiedi esterni sono stati mantenuti e le pietre “costaneiras” delle vecchie passeggiate pubbliche ripristinate.

Elementi ornamentali
Internamente, sono stati tenuti e restaurati elementi artistici che compongono il vecchio edificio, come le pitture murali, chiamati “escaiolas”, che si trovano nelle pareti della sala principale. Inoltre sono stati recuperati: i pavimenti e battiscopa in marmo, la bacinella dell’acquasantiera e i rilievi in stucco, applicati nelle architravi delle finestre e nelle lesene della vecchia cappella.
 
Ringhiere in ferro
Le ringhiere artistiche esistenti sulla facciata principale di Casa Daros sono state conservate e restaurate. Dopo l’esame e la mappatura dei danni dei pezzi in ghisa, è stata eseguita la rimozione di vecchie pitture, fatta la riproduzione e la sostituzione dei pezzi mancanti e realizzata la finitura con pittura antiossidante.

Timeline:

2013

sheets:

Site:

www.efarquitetos.com.br