Chiesa della Confraternita

Chiesa della Confraternita

Coazze, Torino, Italia

Chiesa della Confraternita

Domus Restoration and Conservation Award
Project carried out with Fassa Bortolo products

Credits

Client

Parroco Don Giacinto Masera

Collaborators

Andrea Mirabile, Stefano Ghedin

Authors

Mario Maniga

Considerando l’edificio quale elemento di notevole valore documentale per l’impianto urbanistico della città nonché di sicuro interesse storico e testimoniale, l’amministrazione civica ha concordato con l’ente parrocchia un’azione di intervento che potesse garantire una sorta di continuità del manufatto nonché la restituzione dei valori estetici originari alla piazza.

Tecnical drawings:

Extended report:

Relazione estesa

Prefazione

Considerando l’edificio quale elemento di notevole valore documentale per l’impianto urbanistico della città nonché di sicuro interesse storico e testimoniale, l’amministrazione civica ha concordato con l’ente parrocchia un’azione di intervento che potesse garantire continuità del manufatto nonché restituzione dei valori estetici originari alla piazza.

Tali interventi sono stati effettuati in seguito ad autorizzazione rilasciata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali tramite Soprintendenza per i Beni Architettonici e il paesaggio del Piemonte. 

 

Oggetto ed elenco degli interventi

Gli interventi hanno riguardato la pulitura delle superfici esterne di facciata mediante il sistema A.C.R. (pulizia a bassa pressione con carbonato di calcio e pressione 0,5 – 1,5 bar all’uscita dell’ugello) come asportatore delle stratigrafie più esterne delle tinteggiature e rimaneggiamenti presenti sulla facciata. In particolare, ove necessario, è stata effettuata la rimozione e il ripristino degli intonaci ammalorati della facciata specialmente nella prima fascia basamentale di circa 1,5 m di altezza dove, da saggi stratigrafici è risultato che l’intera superficie era stata completamente ripristinata con intonaci a base cementizia  .

Il trattamento di ripristino di tali superfici è avvenuto mediante arricciatura e finitura di intonaci a calce aerea della ditta Fassa Bortolo.

La coloritura finale è stata effettuata con prodotti a base di calce, seguendo le indicazioni stratigrafiche eseguite dalla ditta di restauro e diagnostica per il restauro “Mario Pandiani”, a seguito di campionatura approvata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e il paesaggio del Piemonte.

Si sottolinea inoltre che durante le operazioni di rifacimento degli intonaci si sono rivelate tracce di tamponamenti effettuati in epoche passate a chiusura di due nicchie, poste simmetricamente rispetto al portale di ingresso, che si è ritenuto di riportare in luce in quanto facenti parte dell’impianto originario della chiesa. Si è provveduto inoltre alla eliminazione di superfetazioni consistenti in travi, chiodature e grappe metalliche incongruenti, al restauro del portale di ingresso e al risanamento di tutti i serramenti.

Il manto di copertura è stato oggetto di opera di manutenzione ordinaria, integrandone e sostituendone le porzioni danneggiate. Sono state inoltre ripristinate, ove necessario, le impermeabilizzazioni e completamente sostituite le opere di faldaleria, le gronde, i pluviali ed alcuni dettagli della copertura del campanile.

Si è provveduto infine alla rimozione e allo spostamento  degli allacciamenti della rete gas collocati ora sul retro esterno dell’area presbiteriale.

 

Descrizione dettagliata e localizzazione degli interventi

Poiché vaste porzioni degli intonaci presentavano fenomeni di disgregazione e distacchi dalla sottostante superficie muraria con formazione di efflorescenze, ovvero formazioni di sali, prodotte da fenomeni di migrazione ed evaporazione dell’acqua per risalita capillare o dilavamento diretto delle murature, l’intervento di restauro è consistito nella preventiva asportazione graduale e selettiva degli strati decorativi ammalorati a mezzo di sistemi di idrosabbiatura a bassa pressione (precedentemente descritti) mediante l’utilizzo di inerti (calcarei) di idonea granulometria e il successivo eventuale scrostamento degli intonaci caratterizzati da evidenti distacchi fino al vivo delle murature a mezzo di scalpellatura eseguita a mano (tale operazione è stata effettuata solo ove le superfici hanno evidenziato una composizione a cemento Portland).

Gli intonaci sono stati asportati fino a circa 80 cm al di sopra delle zone dove è riconoscibile il confine tra l’intonaco danneggiato e l’intonaco ancora in buono stato e ripristinati con intonaci macroporosi a base di calce idraulica a normativa WTA 2-2-91 e DIN 18 557, che risultano meno soggetti ai danni provocati dalla cristallizzazione dei sali eventualmente presenti nelle murature, conferendo maggiori doti di durabilità al paramento murario.

Come accennato in precedenza durante le fasi di asportazioni degli intonaci si è provveduto alla liberazione delle due nicchie tamponate le cui superfici sono state trattate secondo modalità analoghe a quelle precedentemente descritte.

Inoltre il pesante stato di degrado di talune zone ha reso necessaria la ricostruzione di porzioni di cornici mediante “dime” in legno realizzate ad hoc.

Successivamente si è provveduto alla ridecorazione della facciata con intonaco colorato a base di calce applicato sull’intonaco di fondo con frattazzo di acciaio inox o in plastica e seguente tinteggiatura a pennello secondo cromie concordate con la Soprintendenza e desunte dall’analisi stratigrafica oltre che da ricerca storica .

Altrettanto si è provveduto al restauro del portale di ingresso in legno che presentava fessurazioni, alterazioni cromatiche del colore con perdita di lucentezza e opacizzazione particolarmente dello zoccolo dovute a dilavamento. L’azione manutentiva sull’infisso è consistita nella totale sverniciatura, levigatura con carta a vetro a grana fine, stuccatura e verniciatura protettiva e nella verifica e parziale sostituzione della ferramenta. Per quanto attiene gli altri infissi sono stati opportunamente recuperati in tutte le parti ammalorate e riverniciati completamente.

Il discreto stato di conservazione della copertura, delle orditure principali e secondarie, nonché degli strati di completamento in lamierato metallico, ha consentito di limitare gli interventi alla sostituzione puntuale degli elementi lapidei di copertura e alla integrazione,ove necessaria, dei lamierati. Si è provveduto invece alla sostituzione di gronde e pluviali e alla protezione mediante opportuna faldaleria delle volute poste al di sopra del portale. Tutte le opere di lattoneria sono state eseguite in rame di spessore 8/10.

Al fine di contrastare l’esubero di umidità di risalita nella muratura è in corso una campagna di monitoraggio e indagini conoscitive di rilevazione e valutazione dell’umidità attraverso esame termografico ed istologico per accertare la natura delle sostanze componenti la muratura stessa. Si è provveduto all’istallazione temporanea, non invasiva (senza l’ausilio di alcuna manomissione dell’esistente) di un sistema integrato tecnologico elettrofisico similare a quello collocato, con ottimi risultati, presso la Parrocchiale di Santa Maria del Pino. Al termine del monitoraggio, (dopo un anno di sperimentazione)  si sono ravvisati i medesimi risultati ottenuti presso la parrocchiale (ovvero eliminazione del fenomeno di risalita capillare) e si è optato per l’adozione permanente del sistema elettrofisico citato.

Timeline:

2014-2015

sheets: