Complesso Chiesa e Casa Pilar Esquina de Olivar
Credits
Client
I. Municipalidad de Olivar – Gobierno Regional de El Olivar (Chiesa), II. Municipalidad de Olivar (Casa Pilar)
Collaborators
Pablo Alvear Pacheco
Mauricio Rojas Riquelme
Sebastian Perez Oliva
Suilan Hau Espinoza
Authors
Arias Arquitectos
Il Complesso Parrocchiale di Olivar Alto, localizzato nella sua piazza principale, è stato costruito nella metà del novencento. Si compone della chiesa, della casa parrocchiale e della “Casa del Pilar de Esquina”.
Tecnical drawings:
Extended report:
Relazione estesa
STORIA E VALORE PATRIMONIALE
Olivar è una municipalità del Cile, nella “VI Regione del Libertador General Bernardo O´Higgins”, nella Provincia di Cachapoal. Copre una superficie di 45 km² e possiede una popolazione di 12.335 abitanti (274,1 Hab/Km²), corrispondente al 15% della regione.
Il complesso è portavole della storia costruttiva locale; la parrocchia Nuestra Señora de la Merced del Olivar Bajo fu costruita nel 1824, e fu inserita nella “dottrina de Olivar” che trova le sue origine nel secolo XVIII. Fu gravamente dannata dal terremoto che lascia la città senza il suo luogo di fede. Da questo periodo, fu sostituita dalla parrocchia Nuestra Señora del Carmen del Olivar Alto: costruita nel 1845, per il matrimonio di Gregorio Guzmán e Manuela Villalobos. Nonostante il complesso fosse privato, furono permesse celebrazioni pubblicche dai proprietari. La grande parte del complesso originale, costruito in mattoni di terra cruda (adobe), si è mantenuto fino ad oggi : la casa parrocchiale, la casa del Pilar de Esquina e la Chiesa.
El complesso di periodo coloniale tardivo, è stato sviluppato in Cile nel contesto rurale della configurazione sociale e spaziale della “fattoria” : la casa pastorale è un esempio tipico di questa architettura con i suoi corridoi, il pilastro d’angolo e il balcone alto in parte centrale.
VALORE SOCIALE E CULTURALE
Per descrivere piu specificamente il complesso, distingueremo tre zone principali :
• La Chiesa composta da una nave centrale, del battistero, della sacrestia e del campanile (demolito in 2009)
• La casa pastorale composta da quattro camere pastorale, corridoi esterni con il loro accesso e il cortile centrale.
• La casa Pilar Esquina (la scuola pubblica)
Chiesa e casa pastorale
L’edificio s’incontra sulla piazza principale (Piazza Esmeralda) del comune, adiacente al palazzo comunale. Costituisce uno degli edifici tangenti della detta piazza. La sua ubicazione ne fece un edificio particolarmente usato dai fedeli e dai cittadini del comune di Olivar. E il luogo di processioni per la “Virgen del Carmen” e di celebrazioni in onore dei patroni della città. Oltre alle feste religiose, la chiesa e la casa pastorale accolgono periodicamente manifestazioni secolari come : la feria culinaria campesina organizzata dalla municipalità o le attività della Settimana Olivarina.
Con il tempo, il complesso è diventato un attivo centro sociale, il campanile un punto di riferimento nel paesaggio della regione e il complesso architettonico una parte della vita quotidiana della comunità. La casa parrocchiale ha ospitato la scuola cattolica per molti anni. Condividendo il cortile con la scuola pubblica, situazione piuttosto singolare.
Nel 2009, in previsione di un suo possibile crollo , il campanile si vede smontato (Progetto Arch. Daniel Castro). Il corridoio Nord viene rimosso e si effettuano dei lavori di rinforzo con cemento sui contrafforti e la parete laterale Nord. Nel 2010, il complesso chiude le sue porte al pubblico dopo il terremoto del 27 febbraio di magnitudine 8,8° Richter.
Il presente progetto di restauro permette alla comunità locale di riappropriarsi della sua storia attraverso il luogo.
Casa Pilar Esquina
Questo edificio è un punto di riferimento urbano. Confinante con la strada principale del paese (av. Manuel Olegario Soto – José Hipólito Salas). La “Casa Pilar Esquina” è l’elemente inmediatamente visibile del complesso parrocchiale. I suo angolo è il punto di accesso alla piazza principale di Olivar.
La Casa Pilar de Esquina possiede un alto valore storico, culturale e patrimoniale. Rappresenta una tipologia architettonica in estensione, facendo parte della tradizione culturale coloniale. La casa è un riflesso del processo che ha portato allo sviluppo di una società, testimonio di un tipo di architettura chiamiato “cilena”. Possiede una particolarità architettonica caratteristica: il “Pilar de esquina” (pilastro d’angolo) che offre al edificio una relazione particolare con lo spazio urbano. Si possono trovare oggi alcuni esempi di pilastri di questo tipo nei più formali monumenti storici e sede di attività culturali della regione. La casa è un riferimento storico per la comunità in quanto dal 1920-1957 ha ospitato la prima scuola pubblica in Olivar .
Oltre ad essere rappresentante dell’educazione pubblica, la casa ospiterà il ” Centro Culturale Campesino” che accoglierà le permanente attività seguente:
1. Il negozio dei conttadini (nel angolo dove si trova il pilastro) che potrà estendersi nella parte interna del edificio durante eventi di tipo feria etc. Questo progetto del municipio ha per obiettivo di offrire ai produttori locali un luogo di condivisione, d’organizzazione. Un luogo unico per vendere i prodotti migliorando la promozione.
2. Aula di prove para il gruppo fanfara Santa Cecilia de Olivar,una delle più antiche del paese, fondata il 22 novembre 1913. Il gruppo fa parte della storia locale, ha contato un gran numero di personaggi distenguibili di Olivar e permetto a tutte le generazioni di ristrovarsi intorno alla musica.
Oltre alla particolarità del angolo della casa come una tipologia di riferimento di architettura tradizionale cilena, il negozio dei contadini ha la vocazione di far parte di un circuito turistico di vendità di prodotti locali.
DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI
Fase 1: Restauro della Chiesa Nuestra Señora del Carmen de Olivar e della casa pastorale _ Rilievo di danni e progetto di restauro de restauro completo.
Il progetto si propone di recuperare e valorizzare l’edificio rappresentante della comunità di Olivar, inutilizzato dal 2010.
Il livello di degrado era legato ai danni accumulati con il tempo, al terremoto del 1985 e sopratutto a quello del 2010 (di grado 8,8 °) ma anche a una buona quantità di interventi incoerenti e invasivi e non efficaci. Cio nonostante l’edificio perviene in una condizione strutturale salvabile grazie alla qualità della costruzione orginiaria usando tecniche tradizionali anti-sismiche come elementi di legno inseriti nella muratura di adobe (chiavi, davanzali e architravi).
Per la messa in valore di questo edificio è stato necessario realizzare dei lavori degli interventi di consolidazione e restauro della muratura in adobe, per potere riabilitare la nave centrale, la sacrestia, il cuore e le stanze pastoriale. Per migliorare la funzionalità della chiesa, sono stati aggiunti aggiungiere degli spazi di servizio (bagni, depositi, etc.) e degli spazi esterni coperti.
Il progetto è stato concepito in due fasi, una di consolidamento strutturale – restauro e un’altra di ricostruzione – riabilitazione.
Fase 1.1 Consolidamento strutturale e restauro
Un binomio rilevante e imprescindibile per l’intervento di consolidamento dell’intero complesso, é rappresentato dal alto grado di sismicitá che caratterizza il sito in cui esso si localizza e dalla fragilitá della materia che lo compone (Adobe, mattoni di terra cruda).
L’indebolimento della struttura si manifestó, a seguito del sisma del 27 febbraio 2010 di magnitudo 8.8 MW , attraverso lesioni e scuciture, piú o meno estese e gravi (come le lesioni degli spigoli della cellula muraria che impedivano il buon ammorsamento dei setti), tali da comportare l’introduzione di elementi di rinforzo (maglia elettrosaldata) e di risarciture, in fase di restauro.
Il progetto di restaurazione ha avuto come principale obiettivo quello garantire la continuitá della scatola edilizia e il monolitismo dei paramenti attraverso il ripristino della tessitura muraria.
La “gabbia costituita da maglie elettrosaldate” infatti, conglobata alla muratura di Adobe, ne ha complementato la resistenza strutturale, con particolare riferimento all’assorbimento degli sforzi di taglio e trazione.
Le fratture sono state sanate con operazioni di risarcitura congrue e con materiali omogenei (mattoni di terra cruda prodotti artigianalmente e in situ), in grado di garantire la continuitá nel comportamento meccanico e termoigrometrico.
Una prima verifica della capacitá resistente del complesso restaurato, é stato il terremoto del 16 settembre 2015 di magnitudo 6,3°, a seguito del quale l’edificio non ha subito alcun danno.
Maggiore fase del intervento strutturale :
1. Rimozione degli interventi e elementi intrusivi e discordanti.
2. Restauro e consolidamento strutturale dei muri di adobe con la maglia di acciao elettrosoldata.
3. Prolungo dei contrafforti : ricostruzione in adobe integrata e legata alla muratura di mattoni originale.
4. Sostituzione di elementi strutturali dannegiati con materiali coerenti a quelli originali (cuci e scuci).
5. Ripristino e rinforzo strutturale del campanile.
6. Integrazione di un diaframma rigido (con funzione di cordolo di copertura) nel tetto legato al restauro degli elementi strutturali di legno e copertura di piastrelle (per garantire la scatolarità e mutuo sostengno tra le parti edilizie).
Fase 1.2. Ricostruzione e riabilitazione della Sacrestia e dei corridoi esterni.
La fase comprende la reintegrazione del volume adiacente alla sacrestia e il restauro degli spazzi esterni (corridoi). Nella sacrestia si valorizza la scoperta fatta sul cantiere del soffito originale costruito con canne sottile legate con collegamenti di pelle che era nascosto da un soffito di legno aggiunto duranti gli interventi passati. La costruzione dei nuovi volumi seguono i precetti di restauro per realizzare un opera che non constituisce un falso storico. Se distingua chiaramente il nuovo del antico grazie a una reinterpertazzione dei volumi con un struttura leggera per i corridoi nella continuità del tetto esistente. Questo ultimo intervento risponde a una necessità programmatica di costruzione di spazzi esterni coperti aparti e in relazione con la strada. I bagni e i depositi sono stati staccati del edificio originale per evitare eventuali danni dovuti all’umidità.
Sono stati usati per la costruzione materiali tradizionali dell’archittetura cilena rienterpretati come legni (quercia, o simile, reciclato), terra e metallo (sistema di quincha metallica: il Terra Panel), piastrelle antiche e pavimenti di terracotta. I panelli separativi semitrasparenti sono di metallo e legno, la base dei pilastri sono di pietra rosa di Pelequén come i pavimenti laterali. Elementi di terra battuta di colori diversi sono stati integrati al progetto come elementi decorativi e come mobili (panchine). Questi elementi creano un dialogo con il muro antico di terra battuta dal altro latto della strada.
Maggiore fasi :
1. Restauro dei corridoi interni
2. Restauro dei pavimenti in terracotta e costruzione di pavimenti in pezzi di piastrelle antiche.
3. Restituzione degli intonaci di terra.
4. Restauro Sacrestia e costruzione dei volumi bagni/depositi in continuazione con la Sacrestía.
5. Restauro e ricostruzione della copertura di piastrelle.
Casa Pilar Esquina
Gli interventi di valorizzazione della Casa Pilar de Esquina sono il consolidamento e il restauro del edificio di adobe esistente e la riabilitazione come “Centro culturale contadino”. E stato necessario aggiungere servizi come bagni e depositi oltre agli spazi esterni coperti per le attività espositive e seminari di formazione ai mestieri tradizionali della costruzione o culinarie. Il progetto è stato diviso in due fasi : una di consolidazione strutturale e restauro e una di ricostruzione e riabilitazione degli spazi esterni e di servizi.
Fase 2: Restauro casa del Pilar de Esquina di Olivar I_Consolidamento strutturale e restauro completo.
Il consolidamento strutturale si è ottonuto con lo stesso sistema di maglie d’acciaio elettrosoldate usato per la chiesa. Questo sistema di rinforzo conferisce elasticità alla muratura garantendo il suo comportamento monolitico e la scatolarità del intero edificio. Il sistema non altera l’isolamento termico e la traspirabilità dei muri di mattoni crudi (adobe) grazie all’intonaco che rappresenta la terminazione del sistema. Il restauro del tetto, conseguentemente alla sostituzione dei parti dannegiate, è integrato da un diaframma rigido (soffito e piastre di OSB) per migliorare l’unione con i muri laterali. La copertura di lamiera è stata sostituita da un tetto di piastrelle coloniale in terra cotta reutilizzate secondo il modello originale. I pavimenti in legno e le porte esistente sono state restaurate. I pavimenti di terra cotta sono stati riparati o rifatti secondo il modello originale. Tutti i legni usati per il progetto son locali e reciclati.
Fase 3: Restauro casa del Pilar de Esquina di Olivar II _Riabilitazione come Centro Cultural Contadino (Fase II Finanziata dal “Fondo del Patrimonio CNCA “)
La riabilitazione comprende la restaurazione dei volumi originali della casa (dopo il terremoto di 1986 furono eliminati la metà dei volumi, compresa la scuola) e il restauro degli spazi esterni (corridoi). Nonostante il progetto si caratterizza da interventi di restauro coerenti con la struttura originaria nelle forme, nella materialità e nei colori, i nuovi volumi (che ospitano i servizi) e il corridoio sono chiaramente identificabili. Infatti è possibile distinguere a occhio nudo, il nuovo del antico grazie alla reinterpertazzione dei volumi con un struttura leggera per i corridoi nella continuità del tetto esistente e con un lavoro particolare per i pilastri contemporanei che sono una reinterpretazione moderna dei pilastri antici (come si puo vedere sulle foto dell’ opera realizzata).
Sono stati usati per la costruzione materiali tradizionali dell’archittetura cilena rienterpretati come legni (quercia, o simile, reciclato), terra e metallo (sistema di quincha metallica: il Terra Panel), piastrelle antiche e pavimenti di terracotta. I pannelli seprativi semitrasparenti sono di metallo e legno, la base dei pilastri è di pietra rosa di Pelequén , come i pavimenti laterali. Elementi di terra battuta di colori diversi sono stati integrati al progetto come elementi decorativi e come mobili (panchine). Questi elementi creano un dialogo con il muro antico di terra battuta dal altro lato della strada.
La chiesa, la casa pastorale e la casa Pilar de Esquina diventano un complesso a uso pubblico aperto alla comunità, che sia fisicamente, come vincolo tra la piazza e il palazzo comunale, che visualmente, come punto di referimento per i passanti. Il progetto è un collegamento alla scuola pubblica di fronte e crea degli spazi pubblici di pausa per gli abitanti nel suo cortile interiore.
L’opera di restauro realizzata è rispettuosa della storia dei luoghi e della tradizione costruttiva in adobe del Cile e assume anche un vocabulario dichiaramente contemporaneo per gli interventi nuovi (estensioni). I materiali usati, oltre ad essere eco-sostenibile, sono quindi rispettuosi della tradizione. Il materiale Terra diventa la pietra miliare del progetto. L’obiettivo primario di garantire la sicurezza necessaria per gli utenti si è stato già messo alla prova da un terremoto di magnitudo 6.8 del 16 settembre 2015 (epicentro a Canela, 8.4 °) che non ha creato alcun danno al complesso recentemente restaurato.
Timeline:
2010 – 2011
Restauro chiesa e casa pastorale Nuestra Senora del Carmen de El Olivar
2013 – 2014
Restauro della « Casa del Pilar de Esquina » di El Olivar
2013 – 2015
Abilitazione come centro culturale