Istituto degli Architetti del Brasile

Istituto degli Architetti del Brasile

San Paolo, Brasile

Istituto degli Architetti del Brasile

Domus Restoration and Conservation Award
Silver Medal

Credits

Client

IAB (Istituto degli Architetti Brasiliani)

Collaborators

Bárbara Fernandes
Laura Cardoso
Marjorie Nasser Prandini

Authors

Silvio Oksman
Beatriz Vicino
Samira Chahin

La mancanza di manutenzione e di impermeabilizzazione ha veicolato l’infiltrazione d’acqua nelle casseforme delle pensiline. Riguardo la pensilina inferiore, già nel 2010 si temeva che il sovraccarico causato dall’accumulo di acqua nelle casseforme della struttura potesse comprometterne la stabilità e provocare un collasso di tutta la struttura. Per questo la pensilina inferiore è stata preventivamente puntellata, in attesa che le diverse questioni (impermeabilizzazione e consolidamento strutturale) fossero comprese e risolte nel loro insieme.

Tecnical drawings:

Extended report:

Relazione estesa

1. Restauro delle pensiline.

La mancanza di manutenzione e di impermeabilizzazione ha veicolato l’infiltrazione d’acqua nelle casseforme delle pensiline. Riguardo la pensilina inferiore, già nel 2010 si temeva che il sovraccarico causato dall’accumulo di acqua nelle casseforme della struttura potesse comprometterne la stabilità e provocare un collasso di tutta la struttura. Per questo la pensilina inferiore è stata preventivamente puntellata, in attesa che le diverse questioni (impermeabilizzazione e consolidamento strutturale) fossero comprese e risolte nel loro insieme. Nel 2004, la possibilità di intraprendere il restauro dell’edificio ha fatto sì che fossero eseguiti rilievi, misurazioni e prospezioni al fine di valutare le condizioni strutturali della pensilina. Il rilievo topografico condotto ha rivelato variazioni considerate normali per il tipo di struttura in esame. Le prospezioni hanno indicato la presenza di ferri esposti ed ossidati, ma non interessanti da una diminuzione delle loro prestazioni.

 

a. Struttura

La rimozione dei rivestimenti delle superficio orizzontali e dei riempimenti delle pensiline è stata condotta in più tappe per evitare la movimentazione brusca della struttura, provocata all’improvvisa diminuzione del carico. Nel caso della pensilina inferiore, interessata da evidenti problemi strutturali, abbiamo realizzato un rilievo topografico della situazione, prima e dopo lo svuotamento della soletta. Secondo il consulente incaricato delle questioni strutturali, ingegner Fabio Janini, i due rilievi hanno rivelato una discrepanza di 5mm, il che rientra nei limiti tollerabili e che, fatta eccezione per alcuni punti in cui i ferri si presentano esposti, non implica problemi strutturali di grave entità. Le casseforme sono state impermeabilizzate con membrane e riempite con placche di polistirene espanso, un materiale leggero, per evitare l’eccesso di peso. A lavori ultimati è stato realizzato un nuovo rilievo topografico per verificare nuovamente la stabilità della struttura.

I ferri esposti in alcuni punti della pensilina superiore ed inferiore sono stati trattati con pittura monocomponente a base di resina epossidica ad effetto galvanizzatore (prodotto: Nitoprimer ZN; fabbricante: Weber Saint-Gobain). Per la protezione meccanica dei ferri trattati è stata usata una malta bicomponente a base di cemento Portland, aggregati, additivi speciali e polimeri acrilici. (prodotto: Anchormassa S2; fabbricante: Weber Saint-Gobain).

 

b. Impermeabilizzazione

Per il sistema di impermeabilizzazione della pensilina si è scelto un impermeabilizzante flessibile ed elastico bicomponente (prodotto: Tecplus Lastic Quartzolit; fabbricante: Weber Saint-Gobain). Al fine di evitare la rottura dello strato di impermeabilizzazione della pensilina nel punto d’incontro fra i sottofondi e la struttura di cemento, abbiamo usato un sigillante a base di poliuretano (prodotto: Anchortec PU30; fabbricante: Weber Saint-Gobain).

Nella regione delle casseforme sono state realizzati due strati di impermeabilizzazione. Il primo è stato applicato direttamente sulla soletta, mentre il secondo è stato posato sul nuovo sottofondo. Per garantire il controllo del sistema di impermeabilizzazione della pensilina, sono stati inseriti sistemi di drenaggio nella soletta inferiore. In futuro, essi eviteranno l’accumulo d’acqua nella struttura ed aiuteranno a rivelare l’esistenza di problemi: eventuali gocciolamenti denunceranno la presenza di problemi di impermeabilizzazione e la manutenzione potrà essere eseguita soltanto nella cassaforma corrispondente al relativo drenaggio.

 

c. Rivestimenti

Nella pavimentazione della pensilina inferiore sono stati trovati due strati sovrapposti di rivestimento. Il primo, in mosaico di vetro, si trovava sovrapposto all’altro, più datato, fatto di materiale ceramico. In entrambi i casi abbiamo tentato di recuperare il rivestimento esistente, ma purtroppo la loro conservazione non ci è stata possibile. Il mosaico di porcellana vetrificata che riveste attualmente l’alzata delle pensiline ha sostituito, in un momento imprecisato della storia dell’edificio, l’altro mosaico di vetro azzurro. Questo fatto trova riscontro in una porzione di macerie rinvenuta nel tamponamento delle fioriere. Abbiamo quindi deciso di rivestire l’alzata delle pensiline con un mosaico di vetro azzurro, per riprendere le caratteristiche del primo strato. Il piano della pensilina ha inoltre ricevuto un nuovo rivestimento, fatto di placche prefabbricate di cemento 60X60X2 cm. In corrispondenza delle fioriere della pensilina inferiore, le placche di cemento sono state elevate per garantire il corretto funzionamento del sistema originale di drenaggio delle acque pluviali. Accanto agli infissi si trova una griglia allungata che raccoglie tutta l’acqua. Per proteggere le placche di cemento a vista abbiamo utilizzato un idrorepellente a base di silano-siloxano diluito in acqua (prodotto: 40W Fachada; fabbricante: Weber Saint-Gobain).

 

d. Drenaggio delle acque pluviali

Il progetto originale prevedeva il drenaggio delle acque pluviali della pensilina inferiore attraverso le fioriere. Esse dovevano raccogliere l’acqua presente sul piano della soletta e convogliarla verso le discese cementate nei pilastri di concreto. Durante i vari interventi per i quali l’edificio è passato, questo sistema è stato abbandonato e sostituito da griglie superficiali connesse alle discese originali. Al rimuovere gli strati di rivestimento della superficioe orizzontale ed i riempimenti della pensilina inferiore, abbiamo constatato la presenza degli elementi in muratura che corrispondevano alle fioriere presenti nel progetto originale. Tuttavia, le fioriere non svolgevano la loro funzione perchè erano state riempite con macerie.

L’intervento da noi proposto contempla l’esistenza delle fioriere e la possibilità di recuperare l’originale sistema di drenaggio delle acque pluviali. In questo modo, il nuovo rivestimento orizzontale sarà accomodato sul sottofondo della pensilina, mentre sul fondo delle fioriere abbiamo installato un rivestimento drenante con le fughe aperte per permettere lo scolo dell’acqua.

 

e. Recupero dei pluviali

Il processo di pulizia interna dei pluviali è stato svolto in cinque tappe principali:

1. Pulizia interna dei pluviali – Introduzione di un cavo d’acciaio lungo a sufficienza per percorrere tutto il tubo, rimozione della sporcizia e delle incrostazioni presenti sulle superfici interne attraverso lime metalliche e in gomma, per non nuocere ai tubi di ferro.

2. Lavaggio interno dei pluviali, realizzato mediante getto d’acqua di media intensità, al fine di rimuovere eventuali materiali e particole rimasti aderenti alle superfici interne dei tubi al termine della prima tappa.

3. Ispezione interna dei pluviali, realizzata mediante inserimento di una videocamera, per verificare la situazione interna dei tubi ed il tipo di guaina e resina utilizzate originariamente per il rivestimento interno.

4. Rivestimento interno dei pluviali. – inserimento di una guaina di poliestere imbevuta in resina epossidica e successiva applicazione di pressione all’interno del tubo per permettere la completa aderenza della guaina e della resina alle pareti interne, creando così un nuovo rivestimento interno di 3mm di spessore. In questo modo abbiamo creato nuovi tubi all’interno dei pluviali originali cementati nei pilastri.

5. Riapertura delle giunture e delle estremità per garantire il corretto funzionamento dei pluviali  e ripristinare l’originale sistema di drenaggio delle acque.

 

f. Parapetti

Il progetto originale prevedeva che i parapetti fosseri saldati alla superficie superiore delle pensiline. Ciononostante, si nota che essi sono stati fissati alle alzate delle pensiline, in corrispondenza di uno strato di malta di regolarizzazione che non resiste adeguatamente alle sollecitazioni imposte. Il pessimo stato di conservazione del parapetto della pensilina ha impedito che esso fosse recuperato.  Tuttavia, siccome si tratta di un elemento che è parte dell’immagine consolidata dell’edificio, abbiamo deciso di sostituirlo con un parapetto nuovo, dal disegno affine. Abbiamo proposto piccole alterazioni nelle sue componenti e nel sistema di fissaggio, unicamente per garantirne la stabilità. Per facilitare future operazioni di manutenzione, abbiamo saldato nel cemento nuovi elementi di acciaio nei quali successivamente è stato inserito ed avvitato il parapetto.

 

2. Installazione del sistema di protezione dagli incendi e rispetto delle norme di sicurezza imposte dalla legislazione comunale e dalla normativa tecnica dei Vigili del Fuoco.

Per garantire il rispetto delle norme di sicurezza imposte dalla legislazione comunale e dalla normativa tecnica dei Vigili del Fuoco, abbiamo elaborato progetti che prevedono l’installazione di idranti, porte taglia-fuoco, sistema di pressurizzazione della scala e segnaletica adeguata.

Gli impianti elettrici dell’edificio ed i quadri di distribuzione sono disposti nelle murature della scala. Avendo riscontrato la necessità di sostituire completamente l’impianto elettrico esistente, abbiamo proposto il posizionamento di un elemento metallico nelle zone comuni di tutti i piani dell’edificio, in corrispondenza della circolazione verticale. In esso abbiamo installato il nuovo impianto elettrico e di telecomunicazioni, l’aria condizionate, gli idranti e le porte taglia-fuoco.

 

3. Muratura di mattoni a vista.

La muratura che corrisponde ai livelli del ristorante e del soppalco è di mattoni a vista, privi di rivestimento. La superficie interna è stata dipinta di bianco in un momento imprecisato della storia dell’edificio; alcune fotografie d’epoca mostrano che negli anni ’50 la situazione era già tale. Il progetto elaborato propone la pulitura della superficie esterna e l’applicazione di un prodotto idrorepellente a base di solano-siloxano per garantire la protezione della superficie (prodotto: 40W Fachada; fabbricante: Weber Saint-Gobain).

Riguardo la superficie interna, sono stati effettuati svariati tentativi di rimozione della pittura bianca – attraverso abrasione e processi termo-chimici – che però non hanno sortito risultati soddisfacenti, e che oltretutto rischiavano di danneggiare ulteriormente i mattoni. Abbiamo quindi deciso di rispettare il fatto che la parete è bianca da decenni e proceduto alla semplice pulizia della superficie, con rimozione di fischer, chiodi, viti, adesivi e nuova imbiancatura con tinta acrilica bianca.

L’analisi dei progetti originali ha rivelato che la parete è sostenuta da una struttura metallica fissata ai pilastri attraverso tiranti, che abbiamo trattato con una tinta a base di poliuretano modificato con acrilico (prodotto: Fosthane 202; fabbricante: Weber Saint-Gobain).

 

Quando l’edificio fu ultimato, venne posizionato al livello del ristorante un pannello decorativo in cemento, opera dell’architetto Ubirajara Ribeiro. Il procedimento di vincolo dell’edificio contempla questo pannello come parte integrante del complesso. Alcune foto d’archivio mostrano che il pannello originale presentava alcuni elementi di cemento a vista sovrapposti ad un fondale dipinto di bianco. Non si ha registro di quando il pannello venne interamente pitturato di bianco, ma senza dubbio ciò ha alterato il suo aspetto, caratterizzato da parti in rilievo contrastanti con il piano di fondo, in uma serie di nuances di ombra e di luce. Siamo riusciti a ritirare la pittura bianca mediante raschiamento, evitando l’applicazione di prodotti chimici. Successivamente, abbiamo rifinito il pannello con un getto d’acqua a bassa pressione. In questo modo siamo riusciti a recuperare il suo aspetto originale.

Timeline:

2014

Progetto

2015

Realizzazione

sheets:

Site:

https://oksman.com.br