Nuovo Centro della Pastorale Giovanile

Nuovo Centro della Pastorale Giovanile

Torino, Italia

Nuovo Centro della Pastorale Giovanile

Domus Restoration and Conservation Award
Project carried out with Fassa Bortolo products

Credits

Client

Curia Arcivescovile Metropolitana di Torino

Collaborators

Luca Porru, Karla Palacios Antenucci, Riccardo Gagliarducci

Authors

Antonello Loi
Cristina Marietta

Nel verde della primissima collina torinese, in adiacenza con la struttura del Seminario Minore, sotto una serie di superfetazioni accumulatesi negli anni si nasconde un edificio settecentesco, riconosciuto come antica cappella gentilizia del conte Gazzelli da Rossana.

Tecnical drawings:

Extended report:

Relazione estesa

Situazione ex ante

Il seminario minore di Torino si trova in un lotto precollinare vasto e verde, ben collegato al centro e popolato da vari edifici diversi per epoca, carattere ed utilizzo. Oltre agli edifici per il convitto dei seminaristi e le attività del centro vocazionale, si riconoscono alcuni edifici sottoutilizzati, ma con interessanti caratteri architettonici.

Oggetto dell’intervento qui descritto è un edificio collocato a mezzacosta nel centro del lotto, assai visibile dalla viabilità pubblica. Da un’indagine di archivio sembra che questo edificio potesse essere nato come l’antica cappella gentilizia dei conti Gazzella da Rossana, primi occupanti del lotto nel XVIII secolo, poi forse convertito in stalla.

Completamente abbandonato, è caratterizzato da evidenti superfetazioni successive al di sotto delle quali si riconoscono alcuni tratti di pregio, quali lesene ed archi e una facciata, quella che fronteggia l’edificio principale del lotto, finemente modellata.

Su grossa parte del fronte ovest, una enorme tettoia ad uso deposito nasconde la facciata storica. Sul fronte est alcuni volumi si addossano disordinatamente al corpo originale. Quest’ultimo è composto da due piani coperti da tetto a capanna. Sul fronte nord, il profilo a capanna del tetto è nascosto da una originale quinta in muratura con interessanti volute. 

Obiettivi del progetto

L’intervento mira a recuperare la volumetria esistente e al contempo valorizzare l’edificio storico.

Destinazione d’uso

Lo scopo della Curia Metropolitana, proprietaria dell’Area e degli edifici su di essa posti, è di installare qui la sede delle associazioni giovanili legate alla diocesi, al fine di offrire ai giovani non solo spazi tecnici e uffici, ma anche ambienti di pregio per la socialità e l’incontro.

L’immobile è diviso anche funzionalmente in due macroaree:

• al piano terreno due saloni per complessivi 118 mq, bagni, guardaroba, sistema distributivo che comunica con una zona cucina dislocato in uno dei corpi addizionali esistenti sul fronte est.

• al piano primo uffici , bagni, sala riunioni, piccolo deposito e due terrazzi da 100 e 20 mq circa A seguito dell’intervento di restauro, il sottotetto non riscaldato è utilizzabile come deposito.
Linee guida del progetto

La filosofia guida del progetto è eliminare per quanto possibile il superfluo senza tutta via perdere preziosa volumetria. Una volta restituita la visibilità al corpo storico, rimuovendo la spoporzionata tettoia, il progetto interviene evidenziando in modo armonico ma netto i corpi addizionali.

Un nuovo volume in corten sovrastato da un vasto terrazzo occupa l’impronta a terra lasciata dalla tettoia, ospitando un salone di circa 60 mq

Per quanto riguarda l’esterno, sono quindi riconoscibili due linguaggi materici molto evidenti: un garbato recupero dell’antico e un segno fortemente caratterizzato sul moderno. 

Per gli interni, si è perseguita la linea di sobrietà e funzionalità, per soddistare l’esigenza di ampia flessibilità d’uso degli spazi.

METODOLOGIA DI INTERVENTO

Trattamento dei prospetti

Al fine di ricomporre l’originale profilo a capanna e renderlo percepibile dal Viale Thovez, si è proceduto con la demolizione di una porzione della vecchia tettoia e il riallineamento del filo di gronda sul lato ovest. Nel contempo si è intervenuti sulla copertura con una manutenzione straordinaria comprensiva della sostituzione degli elementi strutturali ammalorati con nuovi travi, correnti 5e listellatura in legno di fattura conforme all’originale.

Sul fronte ovest, una volta smantellata la tettoia e liberato il prospetto originale, sull’attuale impronta è stato realizzato un parallelepipedo che, in prospetto, rilegge la forma del tipico arco torinese, ma evita ogni tentativo di assimilazione formale con l’esistente, rivestendosi di materiali tecnologici: lamelle di corten e ampie vetrate.

Un tetto a terrazzo integra i saloni interni con circa 100 mq di superficie all’aperto per le attività estive, feste e rassegne. Il terrazzo è completato con fioriere in corten e balaustre in aste verticali metalliche.

Al piano primo sono state aperte quattro porte-finestre, centrate rispetto agli archi recuparati. I serramenti sono in legno, ad alte prestazioni termiche e ripartiti orizzontalmente secondo lo stile originale.

Sul fronte est, la facciata è stata regolarizzata adeguando le aperture al piano terra con la scansione di quelle del piano primo, ove le finestre rispondono al ritmo compositivo dettato dalle arcate.

Il fronte nord, aulico, è stato sottoposto a trattamenti conservativi, con la battitura e il ripristino dell’intonaco là dove ammalorato. La porta esistente è stata mantenuta nella posizione originale e sostituita con un portoncino ligneo per garantire adeguata sicurezza e e eventuale indipendenza agli uffici collocati del Piano primo.

Il lato sud, affacciato su Viale Thovez, ha visto il ripristino dell’intonaco negli sfondati e la pulitura dei mattoni costituenti l’arco prima della scialbatura.

Tutta la muratura esterna è stata risanata, integrata e completamente rintonacata come prescritto nell’autorizzazione al progetto emanata dalla Soprintendenza.

In riferimento ai corpi annessi all’edificio storico1 sul lato cortile (est), il progetto prevede l’integrazione funzionale ma una chiara separazione estetica. I volumi annessi, infatti sono stati tutti trattati tutti a intonaco bianco finemente rasato per aumentare la riconoscibilità dell’edificio storico (trattato con un frattazzo più rustico) nell’intento di minimizzare la confusione formale creatasi nel corso degli anni attraverso le successive 

superfetazioni

Accessi e percorsi

E’ stato realizzato un percorso lastricato a servizio del cortile per raggiungere la porta-finestra che funge da ingresso sul lato est.

Lungo la parete sud, l’interno del passo carraio è stato rettificato chiudendo vani e aperture. Si è provveduto ai necessari raccordi tra la quota della strada e quella dei saloni per consentire una più libera fruizione degli spazi a chi si dovesse muovere con difficoltà o su sedia a ruote.

Sul lato sud del nuovo volume, si è realizzata un’apertura atta a fungere da ingresso. Il passo carraio è stato chiuso nella parte occidentale con un cancello metallico in bacchette verticali.

Coperture

L’enorme tettoia esistente si presentava come una distesa di coppi scuri, unica nel suo genere nel colpo d’occhio del versante e in evidente contrasto con il paesaggio circostante.

Dopo aver ricostruito la copertura a due falde dell’edificio storico seguendo le pendenze originali, l’intervento ha ripristinato il dialogo cromatico tra l’edificio e il suo contesto attraverso la sostituzione del manto in coppi industriali anni 90 con coppi tradizionali di colore rosso.

Tutte le coperture sono state ripassate e soggette a manutenzione ordinaria, con sostituzione degli eventuali elementi ammalorati dell’orditura. L’isolamento è stato posato sull’ultimo solaio, nel sottotetto non abitabile.

Distribuzione Interna

Una delle caratteristiche del progetto è la massima flessibilità degli spazi e la possibilità di utilizzare i due saloni a piano terra (l’uno ricavato tra le mura dell’edificio storico e l’alto all’interno del nuovo volume in corten) sia in modo collegato che indipendente. I saloni sono pensati con un doppio passaggio di collegamento.

Innanzitutto è stato necessario adeguare i livelli interni in modo da eliminare gradini, dato che i due ingressi sulla parete sud ed est si trovavano inizialmente a quote diverse.

La distribuzione verticale è stata concentrata nella porzione più interna dell’edificio, là dove già esisteva il sistema delle scale. La rampa è stata integrata con un ascensore dotato di doppia apertura atto all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Il sistema dei bagni a piano terra è collocato anch’esso nella zona controterra, e si compone di due wc per disabili. La zona di servizio comprende anche un guardaroba-ripostiglio ed è in comunicazione con una zona disimpegno che permette di accedere alla zona di distribuzione o alle sale.

Al piano primo vi è la zona a uffici, destinata alle funzioni di gestione del centro.
La zona uffici è indipendente rispetto al sistema del centro giovanile potendo fruire dell’accesso dal fronte 

nord.

La manica degli uffici, che si trovava in stato di abbandono, è collegata con gli edifici annessi al lato est dell’ex chiesa. Qui sono state ricavate zone di servizio e una piccola sala riunioni con uscita sul tetto piano del volume a piano terra.

Accorgimenti energetici e impianti

L’intervento sull’esistente prevede la sostituzione di tutti gli infissi con finestre e porte finestre ad alte prestazioni termiche. I serramenti delle finestre tripartite collocate nel nuovo volume sono in corten a taglio termico, gli altri serramenti sono invece in legno ad alte prestazioni.Un vespaio a nido d’ape è stato realizzato dove prima c’era un pavimento in terra battuta, all’interno del volume in corten.

Completamente realizzati ex novo gli impianti: elettrico, idrico e termico. Per quest’ultimo si è differenziato il riscaldamento a radiatori nel piano terra e a pavimento radiante a piano primo, entrambi alimentati con una nuova caldaia a condensazione. 

 

Timeline:

2010

Progettazione

2014

Realizzazione

sheets:

Site:

www.stiloarchitetti.it