Restauro dell'ex Portineria centrale del Villaggio Sanatoriale di Sondalo

Restauro dell'ex Portineria centrale del Villaggio Sanatoriale di Sondalo

Sondalo, Sondrio, Italia

Restauro dell’ex Portineria centrale del Villaggio Sanatoriale di Sondalo

Domus Restoration and Conservation Award
Gold Medal

Credits

Client

Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna

Collaborators

Luca Valisi
Andrea Carpentieri
Marco Di Adamo

Authors

Davide Del Curto
Giacomo Menini

Nel 2012 l’Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna ha intrapreso un processo di tutela e valorizzazione del Villaggio ex sanatoriale, oggi ospedale di Sondalo.

L’edificio dell’accettazione è stato restaurato nel 2013-15 e trasformato nel ‘Museo dei Sanatori’.

Tecnical drawings:

Extended report:

Relazione estesa

Nel 2012 l’Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna ha intrapreso un processo di tutela e valorizzazione del Villaggio ex sanatoriale, oggi ospedale di Sondalo. L’edificio dell’accettazione è stato restaurato nel 2013-15 e trasformato nel ‘Museo dei Sanatori’.
L’edificio si trova all’interno del tornante che la strada forma all’ingresso del villaggio, facendo quasi da cerniera tra ‘dentro’ e ‘fuori’, tra il villaggio dei ‘sani’ e quello dei malati. Si tratta di un luogo evocativo e adatto per raccontare la storia di questo “paesaggio della salute”.

Nella luminosa sala dell’accettazione, donne e uomini provenienti da tutta Italia stabilivano il primo contatto con il Villaggio e il paesaggio alpino dove avrebbero passato mesi, forse anni in attesa della guarigione. Dopo il lungo viaggio fino a Sondalo, qui si teneva il breve colloquio informativo per l’assegnazione al reparto in base all’avanzamento della malattia, al sesso, al fatto di essere mutuati o paganti. Qui smettevano i panni dell’individuo e si indossavano quelli del malato.

L’interno è dominato da linee curve e ben si presta alla funzione espositiva, in un percorso che si snoda tra i volumi della scala elicoidale di rovere e del bancone rivestito in mosaico di gres e porfido rosso. La parete perimetrale è dominata da grandi finestre in ferro con sottili vetri traslucidi che filtrano e diffondono la luce.

Il restauro si è svolto come gradazione tra mantenimento dell’autenticità materiale e rinnovamento funzionale.
L’intervento ha restituito alla collettività un edificio accuratamente restaurato rimesso in uso nel segno della massima flessibilità. Si tratta di un’esperienza pilota per il recupero del grande patrimonio di architettura sanatoriale nazionale.

Ancora una volta, la destinazione culturale è stata in grado di attivare il recupero di un edificio abbandonato sia dalle altre funzioni, qui sanitarie, sia dall’interesse immobiliare, e innescare un processo di autentica valorizzazione patrimoniale. 

Stato di fatto, d’uso e di conservazione

L’edificio dell’ex portineria del Villaggio si sviluppa su tre piani fuori terra nella parte circolare verso est, destinata ad accogliere l’esposizione, e su un unico piano nella parte lineare verso ovest dove ha sede la portineria dell’ospedale.
L’edificio si configura come una sovrapposizione di corpi circolari concentrici, complessivamente ben conservato, anche grazie a localizzati interventi di manutenzione straordinaria.

L’interno presenta localizzati fenomeni di degrado, in gran parte riconducibili alla mancanza d’uso e alle infiltrazioni dalla copertura.

Il progetto di restauro e di allestimento dell’ex portineria

L’intervento sarà commisurato alle caratteristiche architettoniche dell’edificio e al rilievo puntuale del degrado.
Il restauro consiste in un progetto di architettura determinato dalla compresenza di interventi conservativi e nel disegno di un percorso museografico e del relativo allestimento di linguaggio contemporaneo. I termini di questo dialogo sono determinati dalla misura con cui ogni azione/lavorazione è posta in atto, valutandone l’opportunità caso per caso per ottenere un risultato unitario che integri il rispetto dell’autenticità materiale dell’edificio e la sua immagine con la nuova funzione espositiva e i suoi dispositivi contemporanei (arredi, percorsi, illuminazione).

L’intervento prevede:

  • –  il restauro della copertura a terrazza

  • –  le opere edili per l’accessibilità

  • –  le opere interne di adeguamento e miglioramento impiantistico

  • –  il restauro conservativo delle finiture e degli arredi

  • –  il restauro dei serramenti e il miglioramento energetico dell’involucro

  • –  il disegno e installazione del nuovo allestimento

    L’approccio sarà qualitativo e non quantitativo e basato sul rilievo e la documentazione d’archivio l’archivio (disegni esecutivi, capitolato e foto di cantiere) relativa alla costruzione dell’edificio tra il 1932 e 1940.
    Si punta a limitare l’entità di ciascun intervento e circoscriverne l’estensione alle porzioni e agli elementi strettamente necessari per garantire la fruibilità complessiva e l’integrità formale delle finiture.

    Le opere saranno eseguite dalle squadre di manutentori dell’azienda ospedaliera. 

  • Opere edili: nuove costruzioni

    Stato di fatto/progetto
    Le nuove costruzioni consistono nelle assistenze alla formazione dell’impianto termico e impianto elettrico e di illuminazione, a completare il passaggio pedonale per l’utenza ampliata e a ripristinare la guaina di tenuta e il pavimento del tetto-terrazzo.

    Copertura e pluviali

    Stato di fatto
    La copertura originaria è composta da uno strato di guaina in bitume o asfalto impermeabilizzante posata a diretto contatto con l’estradosso del solaio, un massetto di posa e una pavimentazione in quadrotti di cemento battuto le cui fughe erano sigillate con bitume colato con sovrapposto doppio strato di guaina bituminosa, oggi in fase di degrado.

    Stato di progetto
    La guaina impermeabilizzante sarà rimossa insieme alla pavimentazione originaria, fino all’estradosso del solaio di copertura. Si poserà una nuova guaina impermeabilizzante a contatto e poi un pavimento in battuto di cemento con aggregati scelti che si integri con i nuovi percorsi pedonali e favorisca la manutenzione del sistema di copertura.

    Impianto termico

    Stato di fatto
    L’impianto di riscaldamento esistente consiste in 9 radiatori alloggiati nei vani sotto finestra della parete perimetrale e schermati dai pannelli metallici formati corpo unico con l’imbotte metallico della finestra interna. Tutti i radiatori sono alimentati con acqua calda in pressione circolante in rete a pavimento. L’impianto al momento è fuori uso: i radiatori sono in loco, in buone condizioni. La rete è fuori uso.

    Stato di progetto
    Verrà mantenuto il layout generale (riscaldamento a radiatori sottofinestra). I radiatori saranno puliti da depositi, residui e incrostazioni, le valvole e i detentori saranno sostituiti. Sarà migliorato l’isolamento a parete nei muretti sottofinestra, tramite posa di isolante in pannelli. La rete di distribuzione a pavimento verrà sostituita con un nuovo percorso circolante a soffitto del piano terra, a vista, per consentire la manutenzione e la piena reversibilità dell’intervento.

    Impianto elettrico e di illuminazione

    Stato di fatto
    L’impianto elettrico è composto da un quadro elettrico con separazione luce/forza a rete di distribuzione in tubo di ferro avente diametro 18 mm, scatole di derivazione prese luce e forza da incasso, punti luce a soffitto con lampade a sospensione tipo globo diametro 20 e 25 cm. L’impianto è funzionante e conserva in parte i cavi originali in rame-tessuto, in parte questi sono stati sostituiti con cavi in rame a isolamento. Le giunte sono state eseguite con morsetti a vite. Frutti e le lampade sono stati in parte sostituiti.

    Stato di progetto
    I fili esistenti saranno sfilati e sostituiti con cavo a doppio isolamento, sfruttando la rete di distribuzione in tubo metallico, le scatole di derivazione, le prese e i punti luce esistenti. Questa prescrizione è da intendersi scrupolosamente, evitando l’esecuzione di tracce a parete o a pavimento che pregiudicherebbero il rivestimento in mosaico ceramico. Verrà mantenuta l’illuminazione a soffitto con i lampadari esistenti tipo “globo”. Le prese forza saranno mantenute in posizione,

    sostituendo i frutti con altri ad adeguato coefficiente di protezione. Le derivazioni eventualmente necessarie saranno eseguite su apposito disegno. 

    Finiture e pitturazioni

    Stato di fatto
    Sopra la quota del rivestimento ceramico in mosaico di gres, le pareti presentano la seguente stratificazione di tinte (da verificare mediante esame stratigrafico puntuale):

    • –  finitura originale bianca a cementite con effetto satinato

    • –  pittura coprente sintetica o alla calce di colore bianco, in due mani

    • –  pittura sintetica, tipo idropittura, in due mani colore bianco (rosso per le membrature strutturali nel locale 01 al piano terra)
      I due strati più recenti si presentano degradati, rigonfiati e distaccati in più punti. Lo strato originale si presenta in buone condizioni nelle zone in cui è reso visibile dal distacco degli strati successivi.

      Stato di progetto
      La tinteggiatura esistente sarà rimossa solo nelle zone in cui questa risulta degradata e/o in fase di distacco. Si procederà a stendere una nuova tinteggiatura con materiale a base d’acqua e leganti organici (da campionare) adatta a ripristinare l’effetto di luminosità garantito dalla precedente tinteggiatura a cementite.

      Restauro mosaici e marmi

      Stato di fatto
      Il marmo del bancone e degli stipiti delle porte presenta segni di usura in corrispondenza delle zone più esposte. Il rivestimento in mosaico gres a parete e a pavimento presenta locali rotture per il passaggio degli impianti.

      Stato di progetto
      La superficie a mosaico sarà semplicemente pulita con getti d’acqua a bassa pressione (2-3 atm). Le fughe danneggiate saranno integrate e intonate cromaticamente.

      Restauro infissi in ferro

      Stato di fatto
      I serramenti si presentano complessivamente in buone condizioni di conservazione. E’ stata verificata la funzionalità del sistema finestra – tenda a rullo – cornice interna – elemento copriradiatore, e la presenza in loco di tutti gli elementi originali utili a ripristinare il funzionamento.
      I profili interni fermavetro in stucco sono degradati e non assolvono più alla funzione originale.
      Le porte finestre presentano fenomeni di corrosione del materiale nella parte prossima alle battuta inferiore. I vetri delle porte finestre non soddisfano i requisiti UNI 7697 “Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie”. Inoltre le porte finestre si aprono tutte verso l’interno.

      Stato di progetto
      Le finestre saranno integralmente revisionate per la rimessa in efficienza della parte meccanica (aperture a battente e vasistas, avvolgimento della tenda a rullo, rimessa in opera dei pannelli copri calorifero), le tende saranno ripristinate impiegando materiale ignifugo e con disegno e colore da campionare.
      I vetri incongrui, rotti o mancanti saranno sostituiti con vetri scannellati, di tipo float, e/o attingendo al magazzino interno, al fine di ricreare l’immagine originaria del serramento.
      Saranno rimossi i fermavetri in strucco e ripristinati con apposito elemento in legno da sagomare in opera e fissare al telaio metallico mediante incollaggio.
      Le finestre saranno pulite manualmente all’interno e all’esterno mediante spazzole e detergenti non tensioattivi. Dopo aver eseguito un campione di pulitura, saranno verniciate a olio, previa campionatura. 

    • Le porte finestre saranno soggette ad analogo trattamento. Saranno inoltre sostitute le specchiature opache in prossimità della battuta inferiore. Si valuterà se ripristinare i profili di montanti e traversi prossimi alla battuta inferiore, ove questi si presentino completamente degradati. Due porte finestre saranno equipaggiate con maniglione antipanico a spinta e ne sarà invertito il verso di apertura.

      Restauro arredi fissi e scala elicoidale

      Stato di fatto
      I cassetti, gli antelli e gli scaffali sul lato interno del bancone di accettazione sono mancanti in più punti. Mancano altresì 12 dei 18 supporti dei vetri separatori in ottone cromato. La scala a elica si presenta in buono stato di conservazione, non si rilevano segni di attacco xilofago.

      Stato di progetto
      I cassetti, gli antelli e gli scaffali sul lato interno del bancone di accettazione saranno rifatti e/o integrati su apposito disegno compilato sulla base degli originali conservati presso l’archivio storico dell’ufficio tecnico.
      I supporti per i vetri-separatori in ottone cromato, saranno rifatti su apposito e disegno e campione.
      La scala a elica che collega il primo piano al secondo piano sarà pulita e trattata a cera. A lavoro completato la superficie dovrà essere spazzolata, spolverata e soffiata con getto d’aria compressa per rimuovere tutti i residui. La lucidatura a cera, attuata col metodo misto, è quella che prevede la lucidatura con cera d’api in pasta, su un fondo preparato a gommalacca o a soluzione turapori a base di gommalacca. Nell’applicazione a pennello, se ne userà uno piatto a setole morbide al fine di non lasciare striature e colature lungo i bordi. Quando la cera sarà asciutta, si luciderà con un panno di lana riscaldato. 

Timeline:

Aprile 2013 – Marzo 2015

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