Basilica di Santa Caterina d’Alessandria
Kreditpunkte
Kunde
Arcidiocesi di Otranto
Mitarbeiter
Maurizio Lorenzoni
Maria Prato
Margherita Russo
Autoren
Riccardo Russo
La Basilica di S. Caterina d’Alessandria a Galatina rappresenta uno dei pochissimi monumenti gotici della Puglia e la maggior superficie affrescata del meridione d’Italia, con un ciclo di affreschi che costituiscono l’episodio principale della pittura del Quattrocento in Puglia.
Technische Zeichnungen:
Erweiterter Bericht:
Relazione estesa
La Basilica di S. Caterina d’Alessandria a Galatina rappresenta uno dei pochissimi monumenti gotici della Puglia e la maggior superficie affrescata del meridione d’Italia, con un ciclo di affreschi che costituiscono l’episodio principale della pittura del Quattrocento in Puglia.
Gli interventi apportati dallo studio FèRiMa sulla Basilica hanno una cronologia dilatata nel tempo e suddivisi in diversi lotti d’intervento a partire dal 2000 fino ai lavori in corso iniziati a inizio 2017.
L’intervento progettuale di primo lotto è stato impostato seguendo attenti interventi di restauro conservativo e di consolidamento. Gli obiettivi principali furono l’eliminazione delle cause di degrado tramite l’intervento sull’apparato murario con un intervento di tipo conservativo e la ricomposizione della lettura pittorica degli affreschi con la restituzione della spazialità architettonica attraverso la pulitura dei dipinti murali, la rimozione delle zone di rifacimento, il consolidamento degli intonaci e della pellicola pittorica ed infine piccoli interventi di reintegrazione pittorica per ricreare l’equilibrio tra le cromie originarie e le zone con perdita del testo pittorico.
Si decise per la creazione di un piccolo museo, attiguo alla Basilica e precisamente nell’ex refettorio, scelta che all’epoca dei lavori era una novità specie per il meridione. Esso è stato realizzato per ospitare l’allestimento permanente di una mostra del Tesoro della Basilica.
Il progetto di completamento invece, in corso d’opera, prevede la rimozione dello sbarramento del sistema “Massari” eseguito nel 1972 che ha accentuato e aggravato il fenomeno di umidità capillare e di risalita, alla pulitura delle facciate esterne degli intonaci in cocciopesto e dei paramenti lapidei lisci e modanati. Infine si prevede l’integrazione delle coperture delle navate laterali con nuovo pacchetto coibente e nuovo strato di rivestimento in rame capace sia di connotare con un nuovo linguaggio contemporaneo l’intervento ma anche di creare una copertura ventilata in grado di porre fine al surriscaldamento dell’attuale copertura che ha portato all’alterazione del micro clima interno, con forti fenomeni di condensa e degrado per i preziosi affreschi.
Zeitleiste:
2012
Incarico
2017
Fine lavori