Teatro Thalia

Teatro Thalia

Lisbona, Portogallo

Teatro Thalia

Year of entry: 2015
Medaglia d'argento Medaglia d'argento

Crediti

Cliente

Ministero Portoghese dell’Istruzione e della Scienza

Collaboratori

Hugo Ferreira
Jan Vojtíšek
João Neves
Lígia Ribeiro
Luca Martinucci
Tânia Roque

Autori

Gonçalo Byrne
Patrícia Barbas
Diogo Seixas Lopes

Teatro Thalia, inaugurato nel 1843, come un luogo privato del Conte di Farrobo. Amante delle arti, ha usato l’edificio per mettere in scena spettacoli teatrali, opera e feste stravaganti per il proprio divertimento.

Nel 1862, un incendio divampa nel teatro si perdono tutte le lussuose decorazione in legno dorato, specchi e lampadari.

Disegni tecnici:

Report esteso:

Relazione estesa

Il Teatro Thalia di Lisbona (2012) — progettato da Gonçalo Byrne Arquitectos e Barbas Lopes Arquitectos — è un tentativo contemporaneo di risvegliare lo spirito del sublime. Descritto come “un mash-up del Neues Museum, uno spettacolo di Peter Brook e una scultura di Rachel Whiteread,”1 l’edificio riconverte le rovine di un teatro neoclassico del XIX secolo in uno spazio polifunzionale aperto a ospitare conferenze, mostre, spettacoli e altri eventi.

Quinta das Laranjeiras e il Teatro Thalia

L’entusiasmo per le arti sceniche del Conte di Farrobo ha portato alla costruzione di un teatro, alla periferia della città, di fronte al palazzo ed i giardini anche di proprietà di questo aristocratico, nell’ex Quinta das Laranjeiras.

La prima versione risale al 1820. Nel 1842, il Teatro Thalia, dedicato alla musa della commedia, è stato ricostruito e ristrutturato da Fortunato Lodi — autore del Teatro Nazionale Dona Maria II di Lisbona —, che ha restituito una lettura classica della facciata. Inaugurato nel 26 febbraio 1843, è stato utilizzato per mettere in scena sia opera sia spettacoli teatrali, così come feste stravaganti, tra aristocratici e membri della corte. Nel 1830 sia il teatro e il palazzo erano già illuminati a gas, ben venti anni prima di Lisbona. Nel 1862, nel corso di un intervento di manutenzione, un incendio ha distrutto completamente l’edificio con tutti i suoi dettagli decorativi, specchi e lampadari.

Il collasso della corte del conte di Farrobo, che infatti morì in povertà, ha lasciato il teatro derelitto, in un abbandono lento che si protrae quasi un secolo e mezzo. Nel 1978, la demolizione del tetto dell’edificio ha peggiorato la condizione dell’intera costruzione, lasciando all’incuria del tempo i soli volumi del Foyer, del Pubblico e della Scena.

Durante questo periodo, parte della Quinta das Laranjeiras è stato concesso al giardino zoologico (1905), e il palazzo del Conte, dopo diverse acquisizioni è stata acquisita nel 1940 dallo Stato e da allora ospita vari uffici ministeriali. Nel 2002 il Ministero della Scienza, Tecnologia e dell’Istruzione Superiore si è insediata nell’edificio e nel 2008 si é resa responsabile dell’iniziativa di recuperare il Teatro Thalia, come una struttura polivalente, utilizzabile per conferenze e seminari, ma anche per ricevimenti, concerti e teatro.

A fronte di un impossibile ripristino della situazione originaria — con l’eccezione del frammento del portico, oggeto di un accurato restauro — il nuovo intervento si prefigge l’obbiettivo di reintegrate l’impressione spaziale dell’edificio.

Principi di intervento e aspetti costruttivi

Il vecchio edificio, senza tetto e fatiscente, è stato utilizzato come ponteggio per una serie di aggiunte e sottrazioni. In primo luogo, la facciata in stile neoclassico è stata tamponata con stucchi e pietra calcare a restituirne una versione contemporenea. Non la mera replica imtativa pastiche nè una replica assente, ma piuttosto una reale rievocazione contemporanea. Gli spazi palco e platea sono stati rivestiti con un guscio di cemento in terracotta, che ha usato i resti della muratura fatiscente come cassero a perdere. Infine, un annesso di tre piani di importanza marginale è stata demolito, per lasciare luogo alla costruzione di un padiglione a un piano che ospita programma come una caffetteria, reception e servizi igienici.

Il peristilio

Il peristilio, un portico classico in pietra calcarea bianca e sfingi in marmo è stato completamente ristrutturato. Il tetto e pavimenti sono stati ricostruiti in pietra calcarea sottolineando la geometria della facciata principale. Ricollocata l’iscrizione originale in latino, “Hic Mores Hominum Castigantur,” che significa “Qui le azioni degli uomini saranno punite”, come monito a coloro che sono in procinto di entrare. All’interno, il foyer è stato modellato come un ambiente in stile neoclassico, stretto e alto, con un fregio scanalato.

Il fregio è realizzato con elementi in polistirolo, le finestre strombate verso l’esterno, il corrimano in policarbonato verniciato, il pavimento e la boiserie sono in pietra. La scelta di materiali nobili e modesti hanno permesso un’ottima gestione dei costi senza trascurare la cura dei dettagli. 

In questi dettagli e nel disegno riconoscibile, questo volume è letto come fronte dell’edificio. Evoca il ricordo di ció che era e si presta a ingresso formale.

Il Pubblico e la scena

La dimensione di questo scheletro in muratura é di una forte rilevanza tettonica, maestosa nella sua consistenza e verticalità — la torre scenica corrisponde a un vuoto alto 23 metri. La scelta dei materiali è stata fondamentale, non solo per la costruzione in sè, ma anche per il modo in cui nobilitano e consolidano le antiche rovine.

Dal punto di vista costruttivo, l’intervento più delicato del progetto prevedeva un ‘sarcofago’ di cemento che avvolge le mura in rovina del vecchio teatro. Questo sarcofago ha cosí permesso di consolidare le murature esistenti del teatro, quasi sull’orlo del collasso, per costruire un nuovo tetto e soprattutto per mantenere intatta la rovina al suo interno, la cui consistenza è la stessa finitura degli spazi principali. È stato quindi necessario costruire un ponteggio che oltre a essere una cassaforma della nuova parete, ha sostenuto l’esistente struttura durante l’intero processo di posa cementizia. Per evitare sovraccarichi, la posa del calcestruzzo è stata effettuata in diversi e successivi strati.

La sfida principale era garantire la solidarietà strutturale tra la vecchia parete in muratura e la nuova parete di 220 mm di spessore in cemento armato. Per permetterlo le pareti di pietra sono state perforate da barre di acciaio di diametro 20 mm fissate alla muratura con resina epossidica, come una costruzione di pareti rinforzate.

All’esterno, il calcestruzzo disattivato é la propria rifinitura delle pareti. La superficie ruvida offusca la precione dei giunti della cassaforma e restituisce un insieme monolitico. All’interno, come già accennato, la rovina è stato lasciato intatta, con i segni del tempo trascorso. L’isolamento acustico spruzzato su cartapesta copre il soffitto in calcestruzzo armato a vista. Il pavimento in calcestruzzo pulito e alcune infrastrutture tecniche creano uno spazio flessibile a vari usi.
Vi è un singolo lucernario sul tetto del palcoscenico. Situato in un angolo, illumina diffusamente lo spazio avvolto dall’ ombra. É questo forte contrasto, tra una stretta sorgente luminosa e l’oscurità opprimente delle rovine, il momento di elevazione della mente al sublime. É una premessa che asseconda un’osservazione di Louis Kahn, “La luce suscitatrice di presenze, modella un materiale, un materiale che proietta un’ ombra, l’ombra che appartiene alla luce.”

Il nuovo padiglione
La nuova struttura è un lungo padiglione, costruito prevalentemente in vetro e acciaio, che perimetra il sito e l’edificio, prima sul fronte strada e poi virandosi verso l’interno del giardino adiacente. Delimita una piccola piazza nella parte posteriore e incorniciando la volumetria posteriore del Teatro Thalia. All’esterno, il vetro fumé, con i suoi riflessi e trasparenze, stabilisce nuovi rapporti con lo zoo e la strada periferica e priva di caratteristiche. All’interno, il vetro dorato, i pilastri in acciaio inox e il soffitto a pale in alluminio lucido, allargano illusoriamente lo spazio. Il padiglione ospita tutto il programma di sostegno per il teatro: portineria, servizi e la caffetteria.

Il progetto per la riconversione del Teatro Thalia a Lisbona é un equilibrio di antiche e nuove parti della costruzione in un nuovo complesso urbano legato al vicino zoo. Utilizzando una tavolozza limitata di materiali e di opzioni tecniche, si riporta la presenza del passato come luogo di fantasia, immaginazione e la vita civile.

Nei tempi antichi e moderni l’abbondanza delle forme architettoniche è stata spesso dipinta come condizionata e risultata dal materiale, ma riguardo la costruzione come essenza dell’architettura noi, mentre crediamo di liberarla da falsi ornamenti, l’abbiamo messa in catene. Architettura, come la sua grande maestra, Natura, dovrebbe poter scegliere e applicare il proprio materiale secondo leggi condizionate dalla natura, ma non dovrebbe anche restituire la forma e il carattere delle sue creazioni come materializzazione dell’idea, e non solo del materiale? Adottato il materiale più adatto alla costruzione, l’espressione ideale dell’edificio raggiungerà la bellezza e il significato di un’apparenza materiale come un simbolo naturale.3

Cronologia:

Gen 2008 / Giu 2009

Progetto

Dic 2009 / Set 2012

Costruzione

sheets:

Site:

https://barbaslopes.com https://www.byrnearq.com