Residenza per anziani nel Pio Loco Delle Penitenti
Vincitore premio speciale Fassa Bortolo
Progetto realizzato con prodotti Fassa Bortolo
Crediti
Cliente
IRE – Comune di Venezia
Collaboratori
Maria Manzin
Paolo Ardizzon
Andrea Marascalchi
Claudio Pregara
Giancarlo Rossi
Autori
Maura Manzelle
Il complesso del Pio Loco delle Penitenti, ex ricovero per prostitute da redimere realizzato a partire dal 1730 da Giorgio Massari, è ora destinato a residenza per anziani non autosufficienti, centro diurno per malati di Alzheimer, servizi di quartiere.
Il complesso è localizzato in una zona un tempo di margine della città, lungo il rio di Cannaregio, a ridosso dell’area dove avrebbe dovuto sorgere l’Ospedale progettato da Le Corbusier.
Disegni tecnici:
Report esteso:
Relazione estesa
Il complesso del Pio Loco delle Penitenti, ex ricovero per prostitute da redimere realizzato a partire dal 1730 da Giorgio Massari, è ora destinato a residenza per anziani non autosufficienti, centro diurno per malati di Alzheimer, servizi di quartiere.
Il complesso è localizzato in una zona un tempo di margine della città, lungo il rio di Cannaregio, a ridosso dell’area dove avrebbe dovuto sorgere l’Ospedale progettato da Le Corbusier.
Il progetto di restauro e riuso è stato selezionato con un Concorso Internazionale bandito nel 1998.
Il progetto coniuga le istanze del restauro e della conservazione di un edificio storico con le istanze del riuso, conservando ove possibile l’irregolarità e la morbidezza delle superfici antiche, a confronto con la precisione dei nuovi interventi.
La concezione comunitaria della vita viene ripresa, nel rispetto dell’individualità e della privacy, realizzando luoghi con diverso grado di fruizione, dal più privato al pubblico.
L’intero complesso, laico anche se l’impianto è di tipo conventuale, era progettato per ridurre al minimo i punti di possibile contatto delle Penitenti tra loro e con l’esterno. Oggi è al contrario preminente l’obiettivo di aprire comunicazioni tra le parti del complesso e tra questo e il quartiere, per cui i sistemi di collegamento sono stati potenziati inserendo tre nuovi edifici metallici, che contengono scale e ascensori, e sono stati studiati e valorizzati tutti i varchi di relazione con il tessuto urbano.
Il dislivello che fisicamente separa il recente quartiere residenziale popolare a nord, fino ad ora segregato e privo di servizi, e quello storico verso sud viene mediato con scalinate e rampe che, modellando la vasca in c.a. di difesa dall’invasione dell’acqua alta, diventano occasione per una lunga panchina che invita a raccogliersi nello spazio antistante, rinnovato spazio pubblico.
Il quartiere e la città dovranno riconoscere in questo complesso una parte, organizzata e protetta, del proprio tessuto urbano, un’area restituita alla comunità, che offre servizi.
Cronologia:
1998
Incarico
2015
FIne lavori