Restauro del Castello dei Doria a Dolceacqua

Restauro del Castello dei Doria a Dolceacqua

Imperia, Italia

Restauro del Castello dei Doria a Dolceacqua

Year of entry: 2015
Medaglia d'argento Medaglia d'argento

Crediti

Cliente

Comune di Dolceacqua, Imperia

Collaboratori

Danilo Cupioli, Paola Pilotto, Amir Reza Arya, Mauro Cevoli, Alberto Frisoni, William Meli, Bernardet Urbanovics, Claudio Perrino, Giovanni Furno S.r.l.

Autori

Luca Dolmetta
Silvia Rizzo

Dopo interventi diffusi di restauro avviati a partire dagli anni ‘90, l’intervento 2012-2015 ha riguardato il restauro e consolidamento di alcune porzioni delle principali murature esterne del Castello (vela nord, bastione sabaudo, bastione minore), il recupero dei principali spazi aperti che circondano in forma diffusa il complesso, la realizzazione di un sistema di percorsi che porta il visitatore a scoprire diversi punti di percezione dei paesaggi che circondano il monumento.

Disegni tecnici:

Report esteso:

Relazione estesa

Il castello di Dolceacqua ha muratura in pietra a spacco o mista, di ciottoli, mattoni pieni e malta di calce. Nelle diverse zone sebbene la tessitura muraria appartenga ai periodi di costruzione differente erano presenti degradi comuni tra cui disgregazione della pietra, erosione dei giunti di malta, presenza degli attacchi biologici per l’umidità introdotta direttamente nella muratura e per l’inefficienza dei sistemi di raccolta d’acque piovane. Crolli, fessurazioni, lesioni, lacune e mancanze erano piuttosto diffuse. Per quanto riguarda lo strato di intonaco (presenza poco diffusa) i degradi si potevano individuare come distacco e rigonfiamento e crosta nera.

Molti erano i segni di dissesto nella costruzione; estesi ed allarmanti risultavano i fenomeni di imbarcamento, vistosi crolli delle pareti e lesioni, che interessavano anzitutto il bastione superiore richiedendo interventi di consolidamento statico. Per contrastare lo spanciamento della porzione di parete che unisce il Cortile d’onore con il Bastione Sabaudo (prima dei lavori la zona più a rischio), era stato predisposto in precedenza un reticolo creato con tubi innocenti ancorati alla muratura.

Tale porzione di muratura, precedentemente coperta da vegetazione ed oggi totalmente recuperata, presentava fenomeni di disgregazione, decoesione, erosione e fratturazione con estese mancanze. Problemi forse dovuti alla disomogeneità del terreno d’appoggio o mancanza d’ammorsatura tra le pareti della muratura stessa con quelle del corpo vicino. Tutto ciò risultava aggravato dall’umidità penetrata che indeboliva la resistenza della parete.

Le principali operazioni di restauro previste dall’intervento hanno riguardato:

1)              il rivellino verso la Porta Lu;

2)              la porzione dell’edificio crollato a ridosso del nuovo giardino belvedere;

3)              la “Vela” Nord;

4)              il bastione Sabaudo (parte fino al nuovo giardino e parte verso cortile esterno).

In particolare i principali interventi effettuati hanno riguardato:

–        restauro muratura esterna, in pietra caratterizzata anche da eventuali porzioni di mattoni, o mista rivestita in forma diffusa o puntuale da intonaco, attraverso le seguenti operazioni:

–        eliminazione della vegetazione presente (e di eventuali radici), asportazione di incrostazioni, patine biologiche, efflorescenze, depositi superficiali e parti deteriorate con l’ausilio di spazzole, raschietti e/o con idonei mezzi meccanici; spazzolatura a mano e pulitura in profondità della superficie lapidea con acqua fredda additivata con biocida;

–        stuccatura dei giunti con malta di calce inclusa l’integrazione di materia in corrispondenza di buchi e parti mancanti con materiali dello stesso tipo, forma e colore di quelli esistenti compreso consolidamento localizzate.

–        -Per il bastione, parziale sostituzione delle pietre molto degradate con quelle rinvenute dagli scavi.

Restauro muratura interna, sicuramente meno compromessa da infiltrazioni di vegetazione, attraverso le seguenti principali operazioni:

o   eliminazione localizzata di muffe, asportazione di incrostazioni, patine biologiche, efflorescenze, depositi superficiali e parti deteriorate con l’ausilio di spazzole, raschietti e/o con idonei mezzi meccanici; spazzolatura a mano e pulitura in profondità della superficie lapidea con acqua fredda additivata con biocida;

o   stuccatura dei giunti con malta di calce inclusa l’integrazione di materia in corrispondenza di buchi e parti mancanti con materiali dello stesso tipo, forma e colore di quelli esistenti. Eventuale sostituzione delle pietre molto degradate con quelle rinvenute dagli scavi.

–        Restauro muratura interna della Porta Lu e della porzione di fabbricato vicino al nuovo giardino belvedere, sicuramente più recente e meglio conservata, attraverso prevalenti operazioni di pulizia:

o   stuccatura dei giunti con malta di calce inclusa l’integrazione di materia in corrispondenza di buchi e parti mancanti con materiali dello stesso tipo, forma e colore di quelli esistenti. Eventuale sostituzione delle pietre molto degradate con quelle rinvenute dagli scavi.

o   stuccatura dei giunti con malta di calce inclusa l’integrazione di materia in corrispondenza di buchi e parti mancanti con materiali dello stesso tipo, forma e colore di quelli esistenti.

–        Intervento di riqualificazione della Porta del Lù, attraverso la realizzazione di una scala di accesso al rivellino ed il recupero dell’attuale biglietteria (da spostarsi all’interno del Castello) da destinarsi a spazio espositivo connesso al Castello (l’anticipazione del valore da scoprire con la visita).

–        Eliminazione del cancello esistente in prossimità della Porta Lù per consentire ai turisti di accedere al belvedere principale ed al nuovo giardino previsto dal Progetto.

–        Realizzazione di un giardino pubblico-belvedere naturale per riqualificare lo spazio oggi abbandonato ai piedi del Castello e di grande valore per l’attrattività complessiva del Monumento (fondamentale è infatti in questi contesti lavorare anzitutto sui bordi-margini), compreso il restauro della muratura dell’edificio crollato esistente.

–        Miglioramento dell’attuale belvedere attraverso la sostituzione delle ringhiere esistenti e la collocazione di un nuovo portone che rafforzi il concetto di “fortezza-baluardo difensivo” e contribuisca a migliorare la chiusura degli ambienti interni che oggi soffrono della totale mancanza di chiusure permanenti (anche per evidenti ragione di manutenzione e valorizzazione di spazi espostivi). Per lo stesso motivo sono previste chiusure removibili per le due finestre alte dell’ingresso.

–        Spostamento del locale bagno dalla torre sud al vano della vela nord (dove vengono anche spostati gli impianti tecnologici) e ridestinazione dei vani delle torri nord e sud ad esposizione permanente, in modo da anticipare il percorso espositivo del Castello. Nell’attuale sala destinata a proiezioni è prevista la ricollocazione della biglietteria con book-shop, vendita di prodotti di eccellenza locale, in adiacenza al sistema dei servizi. In futuro, attraverso questa sala si potrà accedere alla galleria di accesso al sistema di collegamento verticale che potrà collegare i piani del Castello fino al livello dell’attuale sala conferenze.

–        Sostituzione degli infissi in legno con nuovi in acciaio corten, compreso uno di separazione tra la torre nord ed il locale espositivo dove è presente il solaio in legno di nuova costruzione.

–        Intervento di recupero per far funzionare la fontana attraverso temporizzatore su impianto.

–        Interventi diffusi di sostituzione delle ringhiere (tipo semplice e tipo con rete stirata, sempre in corten) in modo da caratterizzare in chiave più contemporanea ed omogenea il monumento.

–        Restauro della “vela” nord anche attraverso l’introduzione di una passerella in acciaio necessaria a consolidare, interrompendo la lunghezza della parete, la muratura esistente.

–        Realizzazione di un sistema di collegamento e passerelle tra il piano superiore del portico del cortile d’onore ed il “rudere” limitrofo al cortile stesso. Il sistema di collegamento verticale, è stato addossato alla muratura degradata verso il bastione per fungere anche da elemento di aggancio delle strutture verticali di collegamento necessarie a consolidare e tenere strutturalmente in piedi il muro in parte crollato oggi fortemente interessato da fenomeni di spanciamento e disgregazione. La scala diventa anche in parte elemento di ricostruzione-consolidamento, anche simbolici, del muro demolito con cui interagisce ed entro cui si avvolge, non risultando percepibile dal cortile d’onore. Dall’esterno, il sistema di chiusura risulta leggero, trasparente ed è costituito da lamiera stirata di corten che lascia percepire le parti retrostanti della muratura esistente, pur ricomponendo in parte il disegno del prospetto fino al portico esistente. In particolare il sistema degli archi esistenti non viene riproposto, né intasato con nuovi elementi costruttivi che invece risultano sempre nascosti ed integrati con il sistema esistente.

–        Riqualificazione della parte esterna del Castello, che viene estesa fino alla nuova porta collocata nel varco esistente dove era presente il ponte levatoio. Eliminazione del cancello esistente e realizzazione di un passerella in acciaio con funzione di belvedere accessibile direttamente dall’esterno quando il Castello è chiuso.

Realizzazione di una scala di discesa al bastione dove è stato eseguito il recupero dello spazio aperto ed eseguite alcune operazioni di scavo necessarie sia ad indagare la situazione esistente nel sottosuolo, sia a collocare il solaio in ferro su cui devono poggiare i montanti verticali indispensabili a tenere in piedi il muro esistente.

Cronologia:

2010-2012

Progetto

2012-2015

Cantiere

sheets:

Site:

www.lda-studio.com